Casa Fanelli, la fede di Don Mario aiuta i giovani!

“Vi chiedo di essere pastori con l’odore delle pecore”. Queste le parole di Papa Francesco durante una delle sue omelie che come sempre colpiscono il cuore di tutti e soprattutto di chi della propria vita decide essere pastore. È il caso di Don Mario Di Mario della diocesi di Sorrento – Castellammare di Stabia che, ospite al programma Siamo Noi di Tv2000, testimonia il suo operato e il suo cuore rivolto al suo gregge.
“La mia vocazione è maturata per questo rapporto molto forte con mia madre. Da ragazzino sentivo che lei aveva bisogno di me e rassicurandola le disse che mi sarei fatto prete per starle vicino”. Queste le parole del sacerdote dei giovani che su esempio degli insegnamenti della madre, con spirito e cuore, ha deciso di dedicare la propria vita e il proprio ministero al prossimo. Negli anni 70’ decide di impegnarsi attivamente nel salvare i ragazzi che volevano allontanarsi dal mondo della droga e da quel momento nasce Casa Fanelli. Prende il nome di una farmacista della parrocchia, Maria Fanelli, che conoscendo le ombre della zona e di quanto Don Mario volesse aiutare i cuori giovani, contribuisce attivamente con un lascito realizzando così la casa nel comune di Pimonte: i ragazzi durante il periodo di recupero hanno la possibilità di cimentarsi in gruppo e condivisione nell’ergoterapia – lavorare per allontanarsi dalla malattia mentale e dai vizi.
Un modo per dare speranza ai tanti giovani che si trovano in quel tunnel di ombre e paura, una mano tesa per dare fiducia e un abbraccio per regalare sicurezza. Ecco gli insegnamenti di Don Mario Di Maio che nella sua misericordia ringrazia tutti gli operatori che sostengono il progetto con queste parole:
Ringrazio di vero cuore tutti quelli che hanno avuto espressioni di affetto verso la mia persona, in seguito alla mia partecipazione alla trasmissione “Siamo Noi” di Tv2000 il giorno 30 Gennaio scorso. Mi preme precisare, però, che quanto operato nelle attività del gruppo “Fanelli” che comprende oggi, una Fondazione, una Associazione e tre Cooperative Sociali, non è merito della mia persona. Sono stato coinvolto in questa storia dai giovani di allora (ora da 50 in su) che nella loro maturità di fede hanno aperto gli occhi per vedere e farsi carico dei bisogni allora presenti, nella realtà della vita sociale. L’avventura è stata ed è tuttora pilotata dalla Madonna che ho imparato ad amare e pregare sulle ginocchia di mia madre, e, quanto di straordinario c’è stato e c’è, è dovuto alla sua materna protezione. E’ stata lei a mettere sulla mia strada, benefattori, (ricordo in particolare i Vescovi di Castellammare di Stabia, i Sacerdoti Mons. Reschigg, e Mons. Carnevali, l’Arch. Enrico Sicignano, il Notaio Francesco Saverio D’Orsi, l’On. Salvatore Vozza, e su tutti la Sig. Maria Fanelli, ma anche tanti altri che con le loro offerte o la loro professionalità hanno permesso la realizzazione dell’opera). E poi i volontari della prima ora, quanti sacrifici e quanta abnegazione! Le Signore che frequentavano il gruppo parrocchiale che hanno assistito in modo encomiabile la Sig. Fanelli sino al suo decesso, i giovani che ci hanno aiutato nella elaborazione del progetto terapeutico con i loro stage nelle Comunità di allora, i giovani che hanno messo a disposizione le energie della loro giovinezza per sostenere l’opera nei suoi primi, difficili passi. Non avrei potuto far nulla da solo se non avessi incontrato sulla mia strada operatori di grande spessore professionale, dotati di autentico amore cristiano che hanno svolto e svolgono, con tanta dedizione, il servizio alle persone che sono nel disagio. Non posso non citare su tutti la carissima dott. Carolina Esposito che è diventata sempre più il motore di tutta l’opera, per la cura e la passione che investe ogni giorno, nel mettere al centro di ogni intervento il benessere dei nostri accolti, diventando punto di riferimento per quanti, ieri ed oggi investono energie, tempo e professionalità. Ci tenevo a sottolineare, la “Fanelli” è tutto questo. Ringrazio la dott. Maria Elefante di “Famiglia Cristiana”, il dott. Matteo Forino di TV2000, che mi hanno permesso di mettere in luce quanto affermato da Gesù in prossimità della sua morte: “Se il granello caduto in terra non muore, non dà frutto, se muore da molto frutto”, vorrei tanto che la nostra esperienza fosse di stimolo per la concretizzazione di altre strutture di servizio.