Compito della Pastorale della salute: annunciare e servire la vita

Sabato 18 aprile, nella sala convegni Marianna de Fusco presso il Santuario di Pompei, si è svolto un seminario di studi sulla Evangelium Vitae, a venti anni dalla emanazione dell’enciclica di Giovanni Paolo II. Relatore è stato mons. Antonio Serra, docente di Teologiap presso la sezione San Tommaso della Pontificia Facoltà dell’Italia Meridionale.
 
Il convegno, proposto dal settore per il Servizio della salute della Conferenza episcopale Campana, ha visto la partecipazione di delegati giunti da molte delle diocesi della nostra Regione, per riflettere su di una enciclica estremamente attuale: la sua attualità – ha sottolineato nell’introdurre i lavori padre Alberto Russo, segretario della Consulta regionale – è più che mai evidente. La vita oggi è brutalmente minacciata, il suo valore non è più riconosciuto, e diventa necessario ed urgente saper essere suoi difensori, in tutti i luoghi dell’uomo.
 
“Viviamo un tempo nel quale l’accanimento contro la vita ci lascia senza fiato- ci ha ricordato nella preghiera iniziale il nostro arcivescovo mons. Francesco Alfano, delegato della Conferenza episcopale campana per il settore per il Servizio della salute -. Ma noi credenti viviamo la speranza della Pasqua. Questo mondo è amato da Dio”.
 
Tanti i temi affrontati da mons. Antonio Serra nella prima parte della sua documentata ed articolata relazione: dal quinto comandamento, non uccidere, alla legittima difesa, alla pena di morte, al suicidio, alla eutanasia, all’aborto, fino ai rapporti con la Costituzione, garante della vita e dei fondamentali diritti di ogni persona.
 
Nella seconda parte del suo intervento il relatore si è soffermato su quanto può fare la Pastorale della salute per essere nella Chiesa di oggi un servizio a tutela della vita. Ci ha riproposto le parole di Giovanni Paolo II: Dio affida l’uomo all’uomo. La Chiesa segue le orme di Gesù, che guariva e dava la vita, e portava salute e salvezza. Salute e salvezza come prospettiva per tutti gli uomini. Dove la salute non è il benessere, né la buona qualità della vita, ma in senso più autentico è promozione della vita, a livello fisico, psicologico, affettivo, relazionale, spirituale. Così la Pastorale della salute è presenza ed azione della Chiesa accanto a chi soffre e accanto a chi se ne prende cura, in una reciproca crescita umana e spirituale.
 
Il terzo momento del seminario è stato dedicato alla “concretezza della carità”, per usare parole care a Papa Francesco: mons.S erra ci ha presentato una “Chiesa in uscita”, capace di evangelizzare attraverso atteggiamenti di vicinanza ai fragili e alle loro famiglie. E ci ha consegnato diversi spunti di riflessione: coinvolgere nelle parrocchie tutta la comunità all’attenzione verso i fragili; rendere più centrale e familiare il ruolo della pastorale della salute nella promozione di una pastorale integrale; mettere in relazione con le comunità le persone anziane e malate; creare reti di ascolto e di aiuto per superare le difficoltà che talvolta si incontrano nel rapportarsi con strutture e servizi sanitari; promuovere il ministero della consolazione, capace di avviare un dinamismo ecclesiale che “consolida i praticanti, sollecita gli incerti, avvicina i lontani”.
 
Mons. Serra ha concluso con una toccante testimonianza, stralciata da “Il mestiere di uomo”, esperienza dal mondo del dolore, nel quale l’uomo non solo resta se stesso ma incontra verità e libertà.
 
Gli interventi che sono seguiti, ricchi di spunti per il discernimento, saranno certamente materiale di lavoro per le ulteriori riflessioni che ogni diocesi vorrà proporre .Mons.Serra ci ha salutati con una raccomandazione: custodire la speranza, medicina buona che non deve mai mancare nel tempo della prova.
 
Il seminario si è concluso con la celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Alfano, presso l’Altare della Beata Vergine di Pompei. A Lei, con affetto di figli, abbiamo affidato speranze, gioie e dolori.

 

di Lucia di MARTINO