In cammino con la Pastorale della Famiglia: Percorso Emmaus per divorziati, separati e risposati

Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle.(Amoris Laetitia 37).

[…] Molti non percepiscono che il messaggio della Chiesa sul matrimonio e la famiglia sia stato un chiaro riflesso della predicazione e degli atteggiamenti di Gesù, il quale nel contempo proponeva un ideale esigente e non perdeva mai la vicinanza compassionevole alle persone fragili come la samaritana o la donna adultera. (Amoris Laetitia 38).

Questi due passi dell’esortazione apostolica di Papa Francesco, insieme a tutto il cap. VIII, dicono l’essenza dell’esperienza che, per il terzo anno, la nostra Chiesa Diocesana propone a tutti coloro che vivono la sofferenza della separazione e del divorzio. L’esperienza e l’elaborazione condivisa della sofferenza per tali ferite, attraverso un lavoro di accoglienza e di accompagnamento funzionali, stimolano e sostengono il processo di accettazione e di guarigione del dolore vissuto e subìto in una nuova dimensione di crescita psichica e spirituale. Certo, le situazione personali sono profondamente diverse, ma il fatto di poterle condividere con altri, che conoscono quello che sperimenti o per averlo attraversato già o perché ci sono ancora dentro, è prezioso!

Questa é la proposta che facciamo a chi vive questa particolare ferita: camminiamo insieme!

L’inizio del cammino diocesano per questo nuovo anno pastorale, col nostro arcivescovo, sarà presso l’ex seminario di Scanzano in Castellammare il 5 ottobre 2018 alle ore 17,00. Sono attesi tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino quest’esperienza.

Ma, chi più di coloro che stanno già facendo il percorso Emmaus può spiegare in cosa consiste? Ecco alcune impressioni che ci hanno comunicato:

“Nel cammino proposto dal nostro Vescovo lo scorso anno, non riuscivo a scorgere la meta, la durata, le tappe…a quali scossoni sarei potuta andare incontro. Noi, cuori feriti, …lebbrosi per un dolore nascosto, in fuga da noi stessi…avevamo paura del nostro stesso dolore. All’inizio, i nostri occhi tradivano una domanda: ormai a che serve? che ne può venire di buono? Il confronto con la Parola ha sconvolto la nostra prospettiva, noi, pane spezzato, abbiamo cominciato a lavare le nostre ferite…a prendercene cura, a non averne paura, a pulirle delicatamente. Ci siamo sentite creature amate in maniera unica ed irripetibile dal Padre nostro. Stiamo imparando ad amare noi stessi, per poter davvero amare il prossimo. Per arrivare a questo obiettivo, occorre camminare ancora!” (persona separata non riaccompagnata)

“…la nostra condizione prima di intraprendere questo percorso era che ci sentivamo cristiani di “serie B”, scarsamente accolti dalla Comunità e soffrivamo di non poterci accostare alla comunione Eucaristica, pur continuando a partecipare alla santa messa. Non possiamo negare che, dopo questo primo anno di percorso, questa priorità [fare la Comunione n.d.r.] non è più un’ossessione. Ci siamo resi conto, infatti, che l’incontro con Gesù può avvenire in tantissimi modi, nella preghiera, nel fratello , nella Parola. Mi capita, per fortuna non spesso, di notare che alcuni si accostano alla Comunione con superficialità. Vorrei tanto dire loro di quanto sono fortunati a poter ricevere Gesù, diversamente da tanti come noi, che vorrebbero farlo, ma non possono!”  (coppia risposata)

“Ho deciso di intraprendere il Percorso Emmaus con un po’ di curiosità, non credevo fosse così coinvolgente. Il fatto che la Chiesa abbia voluto essere vicina a tante famiglie che nell’attuale società vivono la sofferenza della separazione, non poteva che rendermi felice. Fa piacere sapere che nessuno è escluso dalla misericordia di Dio che accoglie e consola. (persona separata, non riaccompagnata)

Chi volesse saperne di più, può rivolgersi alla segreteria del Servizio di Pastorale della Famiglia, scrivendo una mail a famiglia@diocesisorrentocmare.it o telefonando al num. 339.75.86.486.

Chi desidera partecipare al percorso, è invitato a compilare la scheda d’interesse.

L’equipe diocesana di Pastorale della Famiglia.