Mons. Alfano: “Buona Settimana Santa in compagnia delle donne che guardano lontano”

Domenica 29 marzo – Domenica delle Palme e della Passione del Signore – ci presenta il Vangelo della Passione del Signore secondo Marco. La riflessione del nostro arcivescovo si concentra sulla parte finale del brano evangelico che qui riportiamo:
 
Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.
 
Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!».
 
Vi erano anche alcune donne, che osservavano da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, le quali, quando era in Galilea, lo seguivano e lo servivano, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
 
“Viviamo la Domenica delle Palme come giorno di festa ed è giusto che sia così: accompagniamo Gesù che entra trionfalmente nella città santa. I rami di ulivo e di palma esprimono la nostra acclamazione a Colui che viene nel nome del Signore, il Re che porta la pace. Nello stesso tempo, la celebrazione che viviamo all’inizio della Settimana Santa ci mette dinanzi al mistero della morte di Gesù. Il lungo racconto della Passione ci fa entrare già in questa realtà che è fatta di sofferenza, di dolore e di solitudine. L’evangelista Marco ci accompagna in questo mistero di Gesù che muore solo. La Sua solitudine è narrata e quasi partecipata: essa non è mai bella, esprime l’abbandono da parte di tutti. Dove sono i suoi discepoli? Dove coloro che lo acclamavano? Dove chi sarebbe dovuto essere lì per gratitudine avendo ricevuto tanto bene da Lui? Alla fine il Suo grido che sale fino al cielo fa percepire addirittura l’inimmaginabile: dov’è Dio nel momento del dolore? Certo, Gesù muore non da disperato, ma accettando questo Dio che però è nel silenzio. L’unico piccolo segno che il Vangelo di Marco ci presenta è la presenza di alcune donne, che da lontano stanno a guardare e che, passato il tempo del riposo, avranno il desiderio irresistibile di tornare al sepolcro per piangere Colui che non c’è più. Conosciamo l’esperienza che faranno è sconcertante: la pietra rotolata, il giovane vestito di bianco, l’invito a non avere paura perché Gesù è risorto e a loro è affidato il compito di dirlo ai discepoli. Le donne, con il loro intuito, la loro tenacia e sensibilità, non si arrendono dinanzi all’ineluttabilità. Sono le donne di ieri come di oggi: non è un elogio scontato, ma è un cammino da fare: perché non proviamo ad aprire gli occhi in questi giorni, nella nostra vita, nelle nostre comunità, come ci dice Papa Francesco, nella Chiesa, per riconoscere questo servizio urgente delle donne, questa testimonianza forte di cui abbiamo bisogno anche noi? Buona Settimana Santa a tutti in compagnia delle donne che guardano lontano”.