Mons. Alfano: “Con Gesù vinciamo le tenebre”

La IV Domenica di Quaresima, 15 marzo, ci presenta un passo del Vangelo di Giovanni:
 
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».
 
Su questo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano: “La parola di Gesù guida il nostro cammino sempre, ma particolarmente in questo tempo di Quaresima, e quando questa parola entra dentro di noi ci consola e allo stesso tempo ci lascia inquieti, come avviene in questa nuova tappa del cammino quaresimale. Gesù ci rivela il motivo della sua missione: è stato mandato per donare la vita per la salvezza del mondo. La nostra risposta è la fede. Quando poi parla del conflitto tra la luce e le tenebre, ancora una volta ci sembra naturale seguire Lui che è la luce. Invece, non è così semplice e scontato. Gesù rivela nel dialogo notturno con Nicodemo che gli uomini non amano la luce, preferiscono le tenebre alla luce. Ma com’è possibile dire di no alla vita, alla gioia, alla luce, allo splendore? Come si può rifiutare il dono che ci fa vivere? Eppure, è così. Questo riguarda ciascuno di noi. La Quaresima chiede una conversione personale. Ma ci riguarda anche come comunità. La Quaresima c’impegna a un cammino di conversione ecclesiale. Quante luci ci sono, grazie a Dio! Quante persone che prendono sul serio il cammino della fede! Quante luci anche nel nostro cammino di Chiesa, nelle nostre comunità, nei gruppi, nelle Unità pastorali che si sono messe decisamente in cammino per ascoltarsi, individuare percorsi comuni, porre gesti forti di testimonianza e di solidarietà! Ma ci sono le tenebre anche nella realtà nella quale ci troviamo, tenebre alle quali dobbiamo essere assolutamente contrari. Quanta solitudine, quanto individualismo, quante schiavitù, quante dipendenze! Non le chiamiamo per nome perché sono tante e riguardano i giovani, gli adulti, gli anziani! Il Vangelo non vuole, allora, farci cadere nel pessimismo, ma riconoscere che dinanzi a tutte queste situazioni di male che ci avvolgono e ci toccano da vicino è possibile dare una risposta netta solo se continuiamo ad ascoltare Gesù, cresciamo nella fede con Lui e ci facciamo portare per mano per essere non più figli delle tenebre, ma figli della luce, che annunciano la gioia della vita che Egli è venuto a donarci”.