Mons. Alfano: “La missione impegna tutti”

Domenica 17 maggio 2015 – Ascensione del Signore – ci presenta un passo del Vangelo di Marco:
 
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
 
Su questo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano: “Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Così l’evangelista Marco riporta le parole del Signore Risorto che affida ai discepoli, prima di staccarsi dalla loro vista e salire al Cielo, la missione di diffondere il Vangelo nel mondo. È una missione entusiasmante: questo gruppetto di discepoli che ha dovuto superare tante difficoltà – l’ultima è l’incomprensione della croce – ora è messo al cuore del progetto di Dio di portare al mondo intero questo annuncio di pace e di gioia. È la missione della Chiesa, che ci riguarda tutti anche oggi. Dobbiamo riscoprire questo mandato che Gesù affida ai discepoli come qualcosa che ci coinvolge tutti, vescovi, sacerdoti e laici, ciascuno nella sua condizione specifica. Nessuno di noi è messo a parte dinanzi a questa urgente necessità. Ma in cosa consiste l’annuncio del Vangelo? Si tratta di mettersi accanto a ogni persona e di entrare in ogni ambiente di vita e situazione non tanto per dire agli altri come devono comportarsi e per spiegare quello che non sanno, quanto per condividere il cammino della vita, avendo una speranza grande, che va oltre i limiti della propria visuale. È la speranza di un mondo nuovo, di un’umanità nuova, non solo come una meta più o meno bella a cui avvicinarsi, ma come un dono che Dio ci ha fatto. Ecco il mistero dell’Ascensione: per noi cristiani è un modo nuovo di stare con Gesù, come hanno sperimentato i discepoli, di camminare insieme a Lui, guidati dal Suo Spirito, di guardare in faccia le persone, di condividere le gioie, le speranze e anche i dolori con questa forza grande che viene dalla Pasqua di Gesù. È possibile oggi assolvere questo compito? È possibile immettere nella storia della nostra società quest’energia divina perché gli uomini e le donne vivano in pienezza la loro vita? Noi crediamo di sì, c’impegniamo a seguire Gesù così, portando a tutti ciò che abbiamo nel cuore e che il Risorto c’introduce a vivere attraverso il dono della fede: vivere in pienezza la nostra vita, sostenendo chi non ce la fa e guardando insieme verso la meta, Dio che un giorno, alla fine, sarà tutto in tutti”.