Mons. Alfano: “Apriamoci alla comunione con Gesù”

 Domenica 17 aprile – quarta Domenica di Pasqua – ci presenta un passo del Vangelo di Giovanni:
 
In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».
 
Su questo passo del Vangelo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
“Il Pastore e il suo gregge: che bella immagine ci ha lasciato Gesù consegnandocela in modo intenso attraverso i discepoli e tutti quelli che fanno esperienza della Chiesa nel corso dei tempi. Ascoltare queste parole nel tempo liturgico della Pasqua ci permette di vivere ancora più intensamente la gioia della Risurrezione del Signore, che è presente in modo profondo, continuo, intenso nella sua comunità. Il Pastore e il suo gregge. C’è un rapporto reciproco stretto, strettissimo. Le pecore di cui parla Gesù, prendendo spunto dall’esperienza così comune per i suoi ascoltatori, hanno una relazione diretta con il Pastore, ascoltano la sua voce, la sanno riconoscere, si fidano di lui e lo seguono perché sono tranquille, sicure, sanno che con lui arriveranno ad una meta sicura, certa e potranno nutrirsi e riposare.
Le pecore, i discepoli, siamo noi, chiamati quotidianamente a riconoscere la voce del Signore a saper ascoltare la sua Parola a fidarci di Lui, a lasciarci tutti insieme accompagnare, guidare in questo cammino verso la vita vera, verso il Padre, giorno dopo giorno, tappa dopo tappa.
Ma non basta: Gesù ci dice molto di più. Gesù ci parla di Lui: è il Pastore, che guida le pecore, il Pastore che le conosce una per una, che non solo sa tutto di loro, di noi, ma è dentro la nostra storia, la nostra vicenda, Gli sta a cuore la nostra sorte. Ci ama al punto tale che la sua vita è per noi, ce la dona. Siamo sicuri nelle sue mani perché Egli offre la vita per noi.
Questo legame così profondo permette a Cristo di sostenere la Chiesa e di farci fare l’esperienza di Dio. Non è solo la garanzia di essere sempre guidati e difesi da Lui, è molto di più! È la comunione con Lui. Il rapporto tra Gesù e Dio, tra il Figlio e Padre diventa così il rapporto tra noi e Lui, entriamo nella vita di Dio. Questo è il mistero della Chiesa. Non dobbiamo fermarci alle nostre difficoltà, alle esperienze quotidiane, ai limiti, che pure ci sono e sui quali occorre impegnarci, dobbiamo contemplare il dono e in questa meravigliosa esperienza di comunione, che per pura grazia ci viene offerta, sentire la presenza di Dio che ci ama, la Trinità che ci ha accolto tra le sue braccia”.