Mons. Alfano: “Ascoltiamoci e fidiamoci, per essere suoi veri figli”

Domenica 10 giugno ci presenta un passo del vangelo di Marco:

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».
Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Seguiamo Gesù che il vangelo di Marco ci presenta nell’annuncio del regno di Dio. Le folle lo seguono, la gente lo ascolta ma tanti sono in difficoltà. Non riescono a capire, non trovano in Lui quello che lo aspettano. Li mette fuori pista, al punto che l’evangelista annota che mentre era in casa, a parlare, a insegnare, a incontrare i suoi, i più vicini, pensando che stesse fuori di sé, andarono per prenderlo e portarlo via. Quante difficoltà ha incontrato Gesù, quante incomprensioni. Addirittura ci sono coloro che lo accusano ed è l’accusa più grande che sia stata fatta mai nella sua vita, lo accusano di essere alleato con Santana, con il capo di questo mondo satanico, con il principe dei demoni. Un’accusa gravissima alla quale Gesù risponde nella libertà e con verità. Satana non si allea per scacciare Satana. Gesù è venuto per vincere il demonio, per liberare dal male. Egli è venuto per ridare all’uomo la gioia, la libertà, la vita, come può invece allearsi con colui che vuole togliere all’uomo ciò che ha di più caro, la sua dignità di essere umano e di figlio di Dio. Si, Gesù insiste a stare attenti, non bisogna scandalizzarsi, scoraggiarsi o chiudersi, dinanzi a questo annuncio straordinario, incredibile. Quando viene colui che è più forte ci libera da queste forze – quante volte lo sperimentiamo anche noi – che sembrano veramente invincibili, che ci tengono schiavi. Il Signore, con il suo essere accanto, con il suo proporci una via diversa con il vangelo, ci porta verso Dio, lasciandoci camminare gli uni accanto agli altri, da veri figli suoi. Ma bisogna ascoltarlo, bisogna fidarsi. E’ la fede in Lui ed ecco la scena finale di questa pagina del vangelo nelle difficoltà che Gesù ha incontrato, con i suoi familiari che vengono a chiamarlo e che vorrebbero stare con Lui poiché gli appartengono, sono legati a Lui da vincoli di affetto, di parentela. Gesù guardando coloro che lo ascoltano, pone la domanda fondamentale: “Chi è sua madre? Chi sono i suoi fratelli?” Tutti coloro che lo ascoltano e che fanno la volontà di Dio. E’ una famiglia così grande della quale possiamo far parte anche noi.