Mons. Alfano: Chi ha ricevuto molto dovrà rispondere di molto

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.

Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Non temere piccolo gregge.

Con queste parole Gesù si rivolge ai suoi discepoli, di ieri e di sempre, anche noi ed invita ad avere fiducia. Avere fiducia perché il Padre provvede alle necessità dei suoi figli, avere fiducia significa anche impegnarsi a seguire la via giusta a non confondersi lungo la strada. Ed ecco le sue esortazioni; il piccolo gregge potrebbe impaurissi, potrebbe sbagliare meta, no bisogna che noi lungo il cammino impariamo a fidarci di Dio a sapere che il tesoro della nostra vita è orientato dal cuore a non ingannarci allora fermandoci alle cose materiali che passeranno, a preparare una tesoro che non ci sarà tolto mai dov’è  il nostro cuore, dice Gesù, li sarà il tesoro. Allora con delle piccole parabole esorta i discepoli ad essere come quei servi che aspettano il padrone quando torna dalle nozze e si farà festa e il padrone trovandoli ancora svegli, continua Gesù nella sua parabola, sarà lui a passare a servirli e sarà una gioia grande. Se invece i servi si lasceranno prendere dalle dissipazioni? Allora bisogna che noi impariamo a non distrarci, a non confonderci, a essere attenti ad aspettare il Signore che viene e mentre Gesù racconta queste parabole, l’intervento di Pietro, la domanda specifica: per chi sono queste parabole? per tutti o per noi che abbiamo una responsabilità? è vero chi ha una responsabilità nella comunità ancora di più deve stare attento. Quante responsabilità a vari livelli, oggi ciascuno di noi deve sentirsi responsabile nei confronti delle persone che il Signore gli ha messo accanto e per le quali egli può e deve rispondere con fiducia, ma anche con serietà. Ecco allora che Gesù riprende raccontare piccole parabole, ma ancora insistenti perché l’amministratore fedele viene premiato e potrà insieme al suo padrone gioire, entrare nella comunione piena, l’amministratore che invece approfitterà e sfrutterà e non rispetterà gli altri membri della casa, gli sarà chiesto conto. Gesù insiste su questa responsabilità personale di ciascuno, non vuole impaurirci, ne vuole minacciare, ma se noi siamo consapevoli del dono ricevuto, non possiamo tenerlo per noi, dinanzi al dono  bisogna rispondere. Chi ha ricevuto molto dovrà rispondere di molto, non dobbiamo avere paura, la fiducia è la nostra ricchezza e noi così testimoniamo il Vangelo.