Mons. Alfano: “Con gioia e umiltà, lasciamoci condurre dal suo Spirito”

Domenica 13 maggio ci presenta un passo del vangelo di Marco:
 
In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
La festa dell’ascensione ci fa vivere ancora più intensamente la gioia della Pasqua. Ci facciamo aiutare come sempre dai discepoli che hanno incontrato Gesù, che hanno seguito Gesù, che con fatica gli sono stati dietro e poi non ce l’hanno fatta al momento della condanna, dell’arresto, della morte, della croce che li ha sconvolti. Ci facciamo aiutare da loro, dunque, nelle nostre difficoltà a seguire il Signore ma nella gioia grande di sentirci poi da Lui, da morto e poi risorto, incontrati, amati, perdonati, riconciliati, inviati. Ecco cosa il vangelo ci racconta di questi ultimi momenti dell’incontro, anche fisico, che hanno vissuto i discepoli con il Signore. Prima che poi Lui sia sottratto dai loro sguardi. L’ascensione non è una partenza, è quello che ci hanno raccontato e testimoniato. Le sue parole sono parole di invio missionario: andate, proclamate il mio vangelo, portate a tutti la gioia, la forza di rimettersi in piedi, la speranza di costruire il futuro, la possibilità di sentirsi non solo amati ma guariti nel corpo, nello spirito, nei rapporti. E’ una missione impegnati ma i discepoli hanno fatto esperienza ed ora che gli viene tolta la possibilità di continuare a vedere con gli occhi della carne il loro maestro, sanno che non sono più soli. Gli ha promesso lo spirito, tramite il quale sarà con loro. L’ascensione ci consente allora di contemplare il Signore Gesù insieme al Padre e di sentire la sua presenza nella nostra vita. Così si conclude il vangelo di Marco. Ascoltarono la sua parola, si misero in cammino e diffusore ovunque il vangelo, ne è testimone il libro degli atti, i primi passi della comunità cristiana, il lungo cammino della Chiesa. l?ascensione è la festa dei discepoli che sanno di non essere più abbandonati. Lo spirito del Risorto è con loro, è con noi, li accompagnava con la forza della sua Parola. E tanti che credevano in Lui potevano sperimentare la bellezza di essere suoi amici. E’ data anche a noi la possibilità se ascoltando il Signore che ci parla ci lasceremo con umiltà e gioia grande, condurre dal suo Spirito.