Mons. Alfano: È arrivata così la nostra salvezza…

Domenica 13 gennaio ci presenta un passo del vangelo di Luca:

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

La festa del Battesimo del Signore, chiude nella liturgia il tempo di Natale e come nell’Epifania  siamo stati invitati, insieme ai Magi, ad adorare in quel bambino il Re, Dio stesso che si fa un uomo fino a dare la vita per noi, così nella scena che il Vangelo ci presenta del Battesimo siamo posti dinanzi a Gesù nella sua umanità. Così Dio vieni a salvarci attraverso quest’Uomo, che ha preso su di sé tutta la nostra storia. Giovanni Battista lo ha preparato quel momento e lo presenta così: come colui che viene dopo di lui ed è più forte, perché Dio viene come nostro Salvatore mostrando la sua forza ma la mostra così nella sua umanità. Sorprendete quasi passa inosservato lì al Giordano insieme agli altri che accorrono per farsi battezzare.

Il Vangelo però ci invita a fermare la nostra attenzione su di lui, è proprio il Cristo, il Messia non perché mostra la forza di Dio con gesti sensazionali. Ci invita il Vangelo a fermarci accanto a lui a vederlo di fronte a noi come l’uomo che in preghiera vive questa esperienza che il popolo fa di attesa, di purificazione, di bisogno di salvezza, in comunione con il Padre.

Gesù sempre è in comunione con il Padre e tutta la sua vita fino alla fine sarà una continua preghiera che gli consentirà di fare la volontà del Padre e di mostrarne il volto ai fratelli.

Così Gesù che in preghiera è davanti al Padre, accoglie dal Padre, continua l’evangelista, lo Spirito che scende su di Lui, come una colomba che prende possesso di Lui, nessun momento Gesù vivrà senza lo Spirito, lo Spirito che gli consentirà di essere nel popolo come la luce che brilla nelle tenebre.

Ecco la voce che ci consente di vedere nell’uomo Gesù il Figlio, il Figlio legato al Padre, il Figlio amato dal Padre sul quale il Padre pone la sua compiacenza. Il Figlio che stabilisce una relazione con gli uomini di vera fraternità di vicinanza, di prossimità è arrivata così la nostra salvezza un Dio che si è fatto vicino alla nascita ma soprattutto nel cammino della vita quando volendo seguire e il suo insegnamento abbiamo bisogno di essere liberati dei peccati e riempiti della vita stessa di Dio.