Mons. Alfano: È la fede che ci rende liberi e ci salva, è la fede che ci fa incontrare Dio.

Domenica 20 agosto ci presenta un passo del vangelo di Matteo:
 
In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. 
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». 
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
 
Una donna pagana chiede l´aiuto di Gesù. L´episodio è noto e il racconto è struggente ma è soprattutto sulla sua esperienza di fede che l´evangelista si ferma e ci chiede di prendere posizione. Questa donna che da lontano grida la sua sofferenza, la figlia tormentata dal demonio, la sofferenza nella casa, il dolore, manca la pace e tutto non ha più senso. La donna disperata si rivolge a chi potrebbe aiutarla. Avrà sentito sicuramente l´attenzione di Gesù ai malati, indemoniati, della sua sensibilità verso i piccoli e i sofferenti. Lei non ha la fede del popolo di Israele ma ha questa sofferenza profonda nel cuore che la apre alla richiesta di aiuto. Non basta quello che vive come rifiuto, Gesù ai discepoli che insistono sull´aiutare la donna “Fa qualcosa per lei, ci viene dietro, grida. Ha bisogno di essere quanto meno ascoltata”. Gesù risponde ai discepoli rimandando alla sua missione per la quale egli sta girando le strade del suo paese. È stato mandato per le pecore perdute della casa di Israele (grazie alla resurrezione si estenderà poi grazie agli apostoli ai confini della terra). La donna non si ferma, quando è davanti a Lui e gli può confidare tutto il suo dramma e la sofferenza della sua famiglia, ancora riceve un rifiuto. Sembrano le parole di Gesù dure, ma non è bene prendere il pane dei figli e darlo ai cani. Quante differenze avrà dovuto soffrire e subire la donna. Quante divisioni e ora intuisce se questo uomo è mandato da Dio e agisce in nome di Dio, non potrò accettare. Lei va oltre, anche i cani devono pure sfamarsi. Si sfameranno dalle briciole che cadono dalla mensa dei padroni, quello che è necessario non può essere rifiutato per la loro sopravvivenza. Gesù ha aiutato la donna con questa apparente durezza, con questo distacco inaccettabile per la nostra sensibilità, Gesù ha acconsentito alla donna di crescere nella fede, di arrivare ad una fede così grande che è pronta per il cambiamento, per ricevere il dono, per vivere nella usa famiglia con la gioia di chi si sente amato. È grande la nostra fede, quella fede che il Signore ci chiede, non di riconoscere ma di far crescere in noi, anche dinanzi agli ostacoli, alle difficoltà, alle incomprensioni, quella fede che poggia solo ed esclusivamente sulla sua bontà, sulla potenza, riconoscendo il nostro bisogno e la nostra debolezza. È la fede che ci rende liberi e ci salva, è la fede che ci fa incontrare Dio.