Mons. Alfano: “E’ la fede che salva te e chi ti è accanto”

Domenica 1° luglio ci presenta un passo del vangelo di Marco:

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Due donne incontrano Gesù. La prima è una ragazzina di dodici anni, il padre va da Gesù, capo della sinagoga e lo supplica, la bimba sta morendo. Solo un intervento di Gesù potrebbe riprenderla, riportarla alla gioia della vita. Gesù accetta e va con lui, ma lungo la strada un’altra donna. Una signora di cui non conosciamo nulla se non la sua ferita, la sua sofferenza. Dodici anni di sofferenze, perdite di sangue che l’hanno umiliata, esclusa, sottoposta a giudizi. Porta un peso che la schiaccia ma lei non si è arresa. Nella folla si fa strada pur non avendo il coraggio di guardare Gesù in faccia e di raccontarle quello che le è successo, si accontenta di toccarlo, di toccare i suoi vestiti, il mantello, basterà – pensa – per poter trovare un po’ di sollievo. Le succede molto di più, avverte dentro di se una forza che non è umana, rinasce la vita, è libera, è purificata, guarita. Ancora più sorprendente è l’atteggiamento di Gesù che cerca chi l’ha toccata, lasciando i discepoli nell’imbarazzo, ma Gesù sa che c’è qualcuno che ha bisogno di guardarlo in faccia e di raccontarle come poi accadrà tutto quello che porta nel cuore. Certo, impaurita, tremante, questa donna sa però che Dio è entrato nella sua vita ben oltre le sue attese. Gesù conclude davanti a tutti, invitandola a continuare il suo cammino con una certezza: la sua fede. La fede di questa donna, giudicata male, l’ha salvata. E la bimba? Gesù arriva, la brutta notizia ormai l’ha ricevuta, la bambina è morta e Gesù invece ha detto ancora al padre: “Abbi fede, continua a credere, non chiuderti alla speranza dell’intervento di Dio”. Sono arrivati e dinanzi alla gente che è nel dolore e tra quelli che piangono, Gesù dà l’annuncio: non è morta, dorme. Non è compreso, è deriso. Quando sarà da solo con questa bimba Gesù potrà pronunciare le parole che Dio vuole, arrivino ad ogni persona, non solo a queste due donne. “Talità kum, fanciulla, alzati” La donna adulta, la bimba che oramai è priva di vita, tutte sono raggiunte da questo dono di vita e d’amore e dinanzi alla bimba restituita alla famiglia, Gesù attentissimo alla concretezza della vita quotidiana: “Datele da mangiare”. Un dono grande che è fatto anche oggi, anche a noi e per mezzo nostro, a tanti che ne hanno urgente bisogno.