Mons. Alfano: Guardiamo anche noi a Gesù

Domenica 8 gennaio ci presenta un passo del vangelo di Matteo.
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
La festa del battesimo del Signore chiude il tempo liturgico del Natale e ci presenta l’inizio del ministero pubblico di Gesù. Il figlio di Dio che si è presentato nell’umiltà della natura umana facendosi uomo. Contemplato bambino nel presepe, si fa ancora più piccolo perché entra nel gruppo dei peccatori che nascono il bisogno del segno di purificazione del battesimo che dava Giovanni al fiume Giordano. Un gesto forte, lo stesso Giovanni Battista nel vedere Gesù è in difficoltà, riconosce di essere lui ad aver bisogno del battesimo, della purificazione, del dono da parte di Dio di una vita nuova e lo attende dal messia. Ma Gesù chiede che si compia ogni giustizia, è venuto per questo vicino a noi, uno di noi fino in fondo addirittura lì, nelle acque del Giordano, ad attendere il perdono di Dio, lui che è venuto a donare il perdono. Dobbiamo guardare così Gesù e seguirlo passo dopo passo, nella sua vita umana che ci consente di cogliere qualcosa della grandezza del dono di Dio, lui riempito nella sua umanità di dono di Dio uscendo dall’acqua riceve il dono dello Spirito che lo ha sempre accompagnato ma che ora gli dà la forza di svolgere il suo ministero. È la voce che viene dal cielo, è la voce del Padre che lo riconosce come figlio, come figlio amato, come figlio riempito dall’amore di Dio sul quale il Padre ha posto tutto il suo compiacimento. Guardiamo anche noi a Gesù, lo guardiamo non solo per essere raggiunti dalla sua bellezza, lo guardiamo per accogliere il dono del suo amore. Nel battesimo Gesù ci mostra la sua totale umanità e ci apre la strada affinché possiamo anche noi crescere come figli amati dal padre. Occorre però che noi, come Giovanni davanti a Lui, dobbiamo riconoscere che abbiamo bisogno di Lui, della sua forza, della sua amicizia che ci trasforma, che ci rinnova, solo se ci riconosceremo per quello che siamo: segnati dal peccato, dal disordine, da questa disarmonia che ci ha separati da Dio e tante volte allontanati gli uni dagli altri. Solo in quel momento potremo sperimentare la gioia del Padre che ci ama ed è proprio in quel momento che potremo andare incontro agli altri senza nessuna presunzione. Solo come fratelli che essendo stati perdonati, imparano ad amarsi fino al perdono reciproco gli uni gli altri.