Mons. Alfano: Il Fuoco, il Battesimo, la Divisione…

Domenica 14 agosto – XX Domenica del Tempo Ordinario – ci presenta un passo del Vangelo di Luca
  
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». 
Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?».
 
Su questo passo del Vangelo ci offre una riflessione il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
 
Parole forti, quelle che ascoltiamo da Gesù nel Vangelo per questa domenica. Gesù parla del fuoco e di questo desiderio forte che la missione ricevuta di gettare il fuoco sulla terra possa compiersi presto. Parole forti e anche un po’ misteriose. È vero la Bibbia ci presenta spesso il simbolo del fuoco, come rimando a questa esperienza, non solo di luce nella notte, di calore nel freddo, ma soprattutto di purificazione, rimando quindi al giudizio di Dio: il fuoco. Nella Bibbia diventa così un rimando al dono che Dio farà all’umanità ai suoi figli per una comunione più piena. Il fuoco, i discepoli faranno esperienza, delle lingue di fuoco, quando nella Pentecoste il dono dello Spirito gli consentirà di diventare creature nuove: Testimoni del Risorto. Ecco la missione di Gesù: portare il fuoco di Dio, quello che brucia le nostre miserie, quello che ci libera dalle nostre paure, quello che ci mette in comunione piena, profonda, duratura con il Padre e tra noi.
Gesù è venuto per questo: per donarci lo Spirito.
 
Parole forti alle quali se ne aggiungono altre parla di angoscia Gesù, è angosciato, finché il Battesimo che egli deve ricevere non sia finalmente compiuto.
Il Battesimo, altra immagine forte, oltreché pratica corrente anche ai suoi tempi.
Il Battesimo per Gesù è l’immersione nel nostro mondo di male fin da quando fu battezzato da Giovanni nelle acque del Giordano  che lo ha assegnato in tutto il suo cammino.
Tra i peccatori, tra le persone sofferenti, fino alla croce.
Il Battesimo di Gesù si compie nell’immersione totale del nostro mistero di peccato, di solitudine e di morte. Gesù vive la nostra angoscia ma mandato dal Padre la condivide non per soccombere, ma per aprirla al dono di Dio.
 
Ecco la terza parola che Gesù allora aggiunge: se egli ci porta il dono dello Spirito condividendo tutto di noi, il dono che riceviamo per eccellenza dal Signore e la pace. Eppure qui Gesù ci sconcerta, crediamo che egli sia venuto a portare una pace effimera, approssimativa, frutto di compromessi che ci fanno sopravvivere? No! Anzi, con parole ancora più forti e dure, Gesù parla della divisione che susciterà l’adesione a lui. Il coraggio, il coraggio di seguire Gesù ci deve portare, mai a metterci contro gli altri, ma sempre a essere coerenti, pagando prezzi anche alti d’incomprensione, di solitudine, di divisioni. Quelle divisioni che egli ha sperimentato con i suoi, nella sua casa, nel suo popolo e che ci consentono di amare gratuitamente di servire generosamente, offrendo anche noi stessi ma facendo del Vangelo un seme di vita nuova per tutti.