Mons. Alfano: “Il grande comandamento è l’amore, per Dio e verso il prossimo”

Domenica 29 ottobre ci presenta un passo del vangelo di Matteo:
 
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». 
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
 
Il grande comandamento. La domanda posta a Gesù questa volta non è un tranello, un trabocchetto, non è per metterlo alla prova. È la domanda che il dottore della legge esprime, mette dinanzi al cuore dell’assemblea, della gente, dei discepoli e soprattutto del maestro, perché la domanda che abita e muove ogni credente, ogni osservante. Il comandamento grande è il comandamento che bisogna conoscere e custodire più degli altri, perché è il fondamento. Quale comandamento li racchiude tutti, li pone in sintesi come la Parola è essenziale. La risposta di Gesù la conosciamo. È chiarificatrice, è la rivelazione fondamentale, essenziale. Gesù citando le antiche scritture, rimanda all’amore che ciascuno deve avere verso Dio. “Amerai il Signore Dio”, questa è la caratteristica del popolo in cammino e deve essere la caratteristica di ogni osservante: la legge del Signore. Si, è l’esperienza di un popolo e di ogni membro di esse che sente che Dio è dalla sua parte e che quindi si rivolge a Lui con tutto sé stesso. L’amore è orientamento determinante, decisivo della propria esistenza, della mente, del cuore. La novità la sappiamo, questa risposta che Gesù dà è che non si ferma al grande comandamento. CosÍ grande questo comandamento che si distingue in un primo e in un secondo. La domanda si fermava al comandamento grande, Gesù parla di un primo comandamento ossia l’amore verso Dio e di un secondo comandamento strettamente legato al primo. Da questi due dipende tutta la legge e sono due comandamenti che non possono essere mai separati. Né nella comprensione, tantomeno nella pratica. Ecco il secondo che pure conosciamo bene che dobbiamo non solo praticare ma tenere strettamente legato al primo come una sua concretizzazione, come la via obbligata, necessaria per raggiungere Dio. “Amerai il prossimo tuo come te stesso”, è sempre l’amore che guida l’uomo nel suo rapporto con Dio e con gli altri, non c’è altre legge oltre quella dell’amore. Ed è un amore che ci apre, che ci fa uscire da noi stessi, che ci fa scoprire la presenza di Dio nella nostra esistenza non come qualcosa che viene a rubarci libertà e dignità. Ma come la possibilità di occupare uno spazio nella verità dei figli di Dio che non si fermano a sé stessi ma che scoprono di essere gli uni accanto all’altro. Gesù svilupperà il tema del prossimo e chiederà a noi di farci prossimo perché questo amore possa veramente raggiungere tutti. Un amore che parte dall’esperienza di Dio in noi e ci permette, nella misura in cui ci riconosciamo suoi figli, di condividerlo con tutti.