Mons. Alfano: Il Regno di Dio ha il primato assoluto

Dal vangelo secondo Luca

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.

Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».

A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».

Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Gesù in cammino verso Gerusalemme, così il Vangelo di Luca ce lo presenta, dopo che hai incontrato i discepoli, ha parlato con la gente, ha radunato le folle. Questa decisione ferma, coraggiosa, profetica Gerusalemme, non lo accoglierà a braccia aperte, lì dovrà egli mostrare la fedeltà di Dio dinanzi al rifiuto del popolo, ma prendere questa decisione in modo fermo e chiede ai discepoli di seguirlo. Ecco cosa vuol dire, seguire Gesù.L’Evangelista ci accompagna passo passo, discepoli inviati a preparare la sua venuta, lì nel villaggio dei samaritani che invece lo rifiutano e Gesù li rimprovera aspramente i discepoli che reagiscono con forza, che vorrebbero scendesse un fuoco dal cielo. Non è così che egli si prepara ad andare a Gerusalemme, non si tratterà di maledire, di rifiutare, di condannare, ma di accogliere, di mettere in conto anche l’esclusione, il rifiuto è il volto misericordioso di Dio, che passa per la sofferenza e la condivisione.

Gesù Chiede ai discepoli di condividere tutto di lui e allora dinanzi a quel discepolo entusiasta che capisse che deve stare con lui che lo vuole seguire ovunque egli andrà, Gesù, quasi scoraggiandolo, ricorda che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. Seguire Lui significa rinunciare a ogni certezza, a ogni elemento che dia  garanzia, serenità, condividere questa precarietà estrema. Fa sentire la sua voce il Signore, essere discepoli significa rispondere alla sua chiamata: seguimi! Seguimi, Gesù così porta l’invito di Dio, seguimi senza condizioni, senza anteporre nulla al Regno di Dio, nemmeno gli affetti più cari, l’espressione che usa ci mette in imbarazzo: “lascia che vada prima a seppellire mio padre” una richiesta più che legittima, cosa c’è di più caro e doveroso del legame con i genitori con il padre, che Gesù assolutamente non vuole disprezzare, eppure non è al primo posto. Il Regno di Dio ha il primato assoluto, seguire Gesù significherà, non rinunciare al resto ma rileggerlo alla luce dell’incontro con Lui.

Gesù aiuta, l’evangelista ci pone dinanzi a queste condizioni esigenti, radicali, ma pienamente e liberanti. Si ti seguirò ma prima andrò a congedarmi da quelli di casa mia, gli dice un altro. No non è possibile salutare, congedarsi, riprendere i rapporti, tutti elementi più che positivi, ma non guardare indietro, lasciarsi prendere dalla nostalgia, dall’incertezza, non è consentito a chi ha scoperto il Regno di Dio e vuole in Gesù farne il senso pieno e definitivo e della sua vita.