Mons. Alfano: “Il Signore ci chiama e ci apre orizzonti nuovi”

Domenica 21 gennaio ci presenta un passo del vangelo di Marco:
 
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. 
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
La predicazione di Gesù.
Il vangelo di Marco ci riporta fin dall’inizio la predicazione di Gesù come annuncio forte, grande, bello, nuovo del regno di Dio che viene. Lo sentiamo in questa domenica sintetizzato nelle parole essenziali che accompagneranno Gesù, dall’inizio alla fine della sua vita. Il tempo si è ormai fatto bene, si è realizzato, si compie per noi il progetto di Dio, il regno è vicino agli uomini. Gesù l’ha detto con le parole e con i fatti, con i suoi insegnamenti e con i gesti che ha compiuto invitando tutti colori che incontrava e che continuano, come noi oggi, a ricevere ed accoglierlo. Come lo si accoglie se non cambiando modo di pensare e di vivere? La fede è questa conversione radicale. La fede è aprirsi al vangelo, all’annuncio del regno nella vita di ogni giorno. Ed è per questo che l’evangelista Marco immediatamente ci riporta la storia di coloro che per primi hanno accolto e seguito Gesù aderendo al vangelo. Sono i primi discepoli, Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, e anche qui l’evangelizza sintetizza  la storia fatta di un ascolto e di una chiamata, di incontro, di scelte. E’ il Signore che chiama, è il Signore che apre orizzonti nuovi, che invita a seguirlo dinanzi a un cambiamento radicale di prospettiva. Non sarete più pescatori che presi dalla vita quotidiana si fermano ad un orizzonte ristretto. “Con me diventerete pescatori di uomini” e dinanzi questa proposta straordinaria, non bisogna più pensare solo a se stessi ma aprirsi ai bisogni degli altri, anzi prendere a cuore le esigenze di tutti affinché tutti possano scoprire che la bellezza della vita, i pescatori compiono una scelta difficile ma impegnativa ma ancora di più radicale, piena. Lasciano tutto, loro che stanno gettando le reti le lasciano per andare dietro a Gesù. Il vangelo lo sottolinea come la scelta di coloro che rispondono al Signore, come la nostra, non può che essere una risposta piena, totale. Non si improvvisa, non si fa da un momento all’altro, non deve cedere a compromessi. Solo lasciando ciò che ci appartiene possiamo aprirci al dono del Signore e rispondere all’invito a seguirlo per partecipare della sua missione anche noi come loro.