Mons. Alfano: Il Signore non ci lascia orfani, invia per noi il Paraclito

Domenica 21 maggio ci presenta un passo del vangelo di Giovanni:
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
Non vi lascerò orfani. Che belle parole, che bella promessa che Gesù fa ai discepoli nell´ultima cena che il vangelo di Giovanni, che stiamo leggendo in queste domeniche di Pasqua, ci fa cogliere. Il Signore è morto, è risorto, è ritornato al Padre ma non ci ha lasciati soli. E come Lui è presente? La promessa che Gesù fa si attua anche oggi: “Io pregherò il Padre e il Padre vi manderà un altro paraclito”. Gesù, il vivente, è presente anche oggi, nella sua chiesa, nella nostra vita, attraverso l´altro paraclito. Lo Spirito Santo, paraclito perché inviato, pregato, perché sta accanto a noi, è lo spirito di Gesù Risorto che ci fa conoscere la verità, ci fa vivere il vangelo non come un libro di altri tempi ma come il dono che Gesù ci offre della sua parola e della sua presenza. Il paraclito è lo spirito che ci consente di ascoltare e praticare i comandamenti di Dio, il comandamento che Gesù ci ha lasciato come suo, quello dell´amore reciproco, quello che ci permette di vivere i nostri rapporti da veri fratelli. Il dono che lo spirito fa ai discepoli del risorto, è una trasformazione reale, è una comunione profonda. Insomma, la vita nuova dei figli che si sentono amati dal Padre. Ascoltare queste parole nel tempo di Pasqua che ci porta dalla domenica della resurrezione alla festa prima dell´ascensione e poi della Pentecoste sente di recuperare in questo nostro cammino di fede, quella tensione e quella gioia tipica dei discepoli di Cristo. Così importante per essere oggi suoi testimoni. Non è vero che siamo stai abbandonati a noi stessi. Il Signore cammina con noi, attraverso il suo spirito ci consente di essere persone che si ispirano al vangelo, che comunicano il vangelo, che vivono relazioni autentiche nella misura in cui si lasciano condurre da Dio. Il Signore è il nostro pastore, guidati da Lui possiamo costruire quel mondo nuovo che è nato nella Pasqua, che noi sperimentiamo nel giorno suo e che può aprire ogni persona a tutta la realtà e all´amore sconfinato e misericordioso del Padre.