Mons. Alfano: “Impariamo da Maria a vivere il Natale”

Domenica 24 dicembre ci presenta un passo del vangelo di Luca:
 
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». 
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
L’ultima domenica d’avvento ci prepara al Natale vicino, anzi quest’anno coincide con la vigilia di Natale. E la liturgia ci presenta la figura di chi più di altri è preziosa in questa attesa e tanto ha da dirci per l’esperienza che ha fatto guardando il Signore che viene. Guardiamo a Maria. A Maria che viene coinvolta in una storia più grande di lei, si predispone a collaborare con Dio. Il racconto dell’annunciazione è una delle pagine più belle, più note e più care, permette di scoprire anche a noi la presenza di Dio nella nostra vita, anzi le modalità con cui il Signore arriva, bussa e chiama ciascuno di noi. Maria che nella sua vita ordinaria, nella sua abitazione di Nazareth, nel nascondimento del suo piccolo mondo, ascolta Dio che attraverso il suo messaggero rivolge la parola, dona la gioia, annuncia la possibilità di diventare parte viva del suo progetto d’amore. La presenza e l’azione dello Spirito Santo è veramente il vertice del progetto di Dio. Tutto questo affinché si compia il suo progetto: Maria, la vergine concepirà e partorirà un bimbo, al quale porrà il nome di Gesù. Maria, questo ci colpisce e ci viene in aiuto, ascolta, si lascia provocare dalla parola, rimane turbata domandandosi come si può essere possibile e si affida al Signore. Sono le tappe che portano Maria a diventare umile ancella nelle mani di Dio. E’ da lei che impariamo allora, a vivere il Natale nel silenzio, nell’ascolto, a vivere aprendo le porte del cuore della nostra comunità, del nostro mondo a Dio che bussa e che chiede di entrare per essere amato nei fratelli, per essere testimoniato con una vita vissuta nella fiducia, nell’abbandono alla volontà di Dio, nella disponibilità a servizio dei fratelli più piccoli e più bisognosi. Impariamo a vivere, non solo il Natale, la nostra vita così come Dio ci chiede. Pronti a generare speranza perché ogni persona possa sentirsi amata e benedetta da Dio.