Mons. Alfano: “L’amore vale più di tutto”

Domenica 4 novembre ci presenta un passo del vangelo di Marco:

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Che bel dialogo quello a cui oggi assistiamo tra Gesù ed uno scriba. In genere gli scrivi pongono domande per mettere Gesù in difficoltà, dei tranelli, trabocchetti. Questa volta invece no. Lo scriba è desideroso di essere aiutato da Gesù a capire nei tanti comandamenti che la bibbia riporta, non solo i dieci ma tanti altri – le leggi e i comandi del Signore – qual è il più grande di tutti i comandamenti. La domanda è importante anche per noi, qual è il comandamento, la parola del Signore che onta più delle altre, che racchiude e che non dovremmo mai dimenticare e per la quale fare di tutto per non venir meno. Gesù risponde, citando le scritture, riandando all’atteggiamento di fondo del popolo di Israele: “Ascolta Israele, non puoi trovare i comandamenti se non ascolti il Signore”. Riconosci che Dio è il tuo Signore, è l’unico, non ce ne sono altri. In questo rapporto d’amore tra Dio, l’unico Signore, e il popolo, allora si può accogliere i comandamenti come risposta d’amore: amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, la mente, l’anima, le forze. Nulla dalla tua vita sarà fuori questa risposta d’amore. Gesù aggiunge “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. Li mette insieme, li considera quasi un unico comandamento, di fatti conclude “Da questo comandamento dipende tutto il resto”. Si può vedere da qui racchiusa tutta la legge, il volere di Dio e il suo disegno sugli uomini è tutto concentrato in questa risposta d’amore, verso di Lui e di conseguenza verso il prossimo. Lo scriba resta meravigliato, stupito, più che convinto, condivide con Gesù, vale più di tutti i sacrifici, gli olocausti, le altre prescrizioni. L’Amore vale più di tutto, è vero questo è il comandamento: l’amore. Gesù dinanzi a quest’uomo che è entrato con Lui nel mistero di Dio, lo ha condiviso e ha il dovere di trasmetterlo anche agli altri. Conclude dicendo “Tu non sei lontano dal regno di Dio”. Non si è lontani dal regno di Dio non quando si vivono certe tradizioni religiose, ma quando il cuore è aperto a Dio e dunque è predisposto ad accogliere gli altri senza escludere nessuno. Gesù dirà, non solo il prossimo che ti è vicino, ma quello verso cui vai tu per farti prossimo. Tutti, amati da Dio, tutti chiamati ad essere in Lui una sola cosa.