Mons. Alfano: Non perdete l’occasione di affidarvi a Lui, di far festa con Lui

Domenica 12 novembre  ci presenta un passo del vangelo di Matteo:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: 
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. 
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. 
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. 
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
Dieci ragazze che attendono lo sposo per fare con lui il corteo nuziale ed entrare nella sala di nozze. Che paragone particolare che Gesù offre a noi per parlarci del regno dei cieli, della presenza di Dio in mezzo a noi. Non solo una festa di nozze, questo anche altre volte lo troviamo nei vangeli, ma un corteo nuziale: le ragazze, le vergini, come le chiama il vangelo, che sono pronte ad andare con lo sposo per fare festa. Devono accompagnarlo con gioia, con attenzione, con le lampade accese, ma lo attendono di notte. Sono usanze antiche, lontane da noi, Gesù prende spunto per parlarci di questo nostro andare incontro al Signore. Lo sposo è Lui, è Gesù, mandato da Dio affinché questo incontro d’amore, questa festa nuziale si compia occorre che le ragazze siano pronte. Il vangelo fin dall’inizio le presenta divise in due gruppi: le sagge e le stolte. Chi ha l’olio, necessario per le lampade, e chi invece l’ha dimenticato, non ci ha pensato. E se lo sposo tarda? Si, lo sposo tarda ed è l’altro elemento su cui ci invita a riflettere. Noi che lo abbiamo ascoltato, incontrato, accolto, amato, lo attendiamo. ogni giorno lo attendiamo negli eventi della nostra storia, lo attendiamo alla fine dei tempi quando verrà per introdurci nella casa del Padre. Ma questa attesa deve essere vissuta bene. Potrebbe addormentarci, scordarci, proprio come le ragazze. Finché arriva questo grido che risuona forte a mezzanotte, nel cuore della notte, quando ormai quasi nessuno ci pensa. Come spesso accade Gesù nelle parabole prende spunto dalla realtà ma esagera, è un po’ strano se non inverosimile quello che sta descrivendo. Invece nella nostra storia, nel cuore della notte, quando nessuno più attende, arriva questo grido: è lo sposo. Ecco lo sposo, andategli incontro. Come noi andremo incontro allo sposo nei momenti difficili della nostra vita, nei momenti bui della nostra storia quando anche il cammino delle nostre comunità può avvertire delle pesantezze, delle incertezze, occorrono le lampade. La lampada, alimentata dall’olio, la lampada, la luce della fede che ci fa vedere la strada anche quando è buio, con l’olio della speranza, con l’olio che mantiene accesa la nostra carità. Ma se questo olio manca? Ci vergini stolte si trovano senza olio e tanta la voglia di chiedere alle altre cinque, non ce n’è per tutte, si deve comprare. Quando tornano è troppo tardi. Non è Gesù che ci chiude la porta: è un invito forte a non perdere l’occasione che abbiamo in ogni momento della nostra storia per aprirci a Lui, per aiutarci insieme a correre dietro Lui per fare festa. Non da soli, ma con quanti con noi attendono il Signore e ancora credono nella forza dell’amore.