Mons. Alfano: “Non perdiamo mai la fiducia in Lui che non ci abbandonerà mai”

Domenica 27 maggio ci presenta un passo del vangelo di Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
Gesù e i discepoli, così il vangelo ci permette di fare esperienza della presenza del Signore nella nostra vita. Lo hanno seguito, lo hanno ascoltato, lo hanno amato, ma ora che Lui risorto da morte, si fa ancora vedere, imparano a credere in Lui. E’ la nostra esperienza di fede, una fede non sicura, non certa, non continua. Come l’hanno sperimentata loro tra i dubbi ma il Signore Risorto, prima di essere preso completamente dal mondo di Dio e non farsi vedere più fisicamente, consegna loro una missione preziosa e importante: diffondere il vangelo nel mondo. In che modo loro e noi possiamo portare il vangelo? Una cosa chiede Gesù: andare, testimoniare e battezzare. Il battesimo che ci unisce a Lui, che ci fa vivere da figli di Dio e Gesù chiede di battezzare, legare per sempre la vita degli uomini con la vita di Dio. Il battesimo che unisce al Padre perché siamo suoi figli, perché unisce Gesù, il figlio, perché grazie a Lui viviamo da figli. Ci unisce allo Spirito perché possiamo sperimentare l’amore di Dio in unità, fraternità, come la sua famiglia: battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Così noi conosciamo Dio, senza vederlo, senza capirlo del tutto, accogliendo la sua vita in noi. Lui, mistero d’amore perché Dio è amore. Padre, Figlio e Spirito, comunione di amore che abbiamo chiamato Trinità d’Amore, l’uno vive accanto all’altro e non sono unito all’altro ma per l’altro. Questo mistero d’amore che Gesù ci ha svelato e donato, ci permette di crescere nell’amore. Allora bisognerà essere discepoli suoi, bisognerà imparare ed insegnare a vivere da discepoli. Bisognerà non perdere mai la fiducia, nella certezza che lui, l’Emmanuel il Dio con noi, non ci abbandonerà mai.