Mons. Alfano: Riconosciamo le nostre debolezze, fidiamoci di Gesù e seguiamolo…

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Gesù annuncia la parola di Dio e tanta gente dai paesi vicini, persino da lontano accorrere per ascoltarlo.

Così l’evangelista Luca e ci introduce nella predicazione di Gesù e nella chiamata dei suoi primi discepoli. Sì perché i pescatori sono coinvolti da Gesù, dal Maestro, che chiede loro di poter utilizzare una delle loro barche, mentre loro riassettano ascoltano e poi si sentono dire di prendere il largo e di lanciare di nuovo le reti per pescare.

È Pietro, Simone il pescatore, che interviene presentando la propria realtà: hanno lavorato, hanno pescato nulla, si trovano così in una situazione difficile e sono raggiunti da questo invito sorprendete del Maestro.

Ma è bastato lo stare con Lui l’averlo ascoltato seppure indirettamente o qualcosa in più l’averlo incontrato, certo è che Simone decide – sulla tua parola getterò le reti -. Ecco il primo passo verso l’adesione totale a Lui e è l’inizio di un cammino sorprendente e fruttuoso, difatti la pesca è abbondante, abbondantissima, i pescatori devono chiamare in aiuto anche i loro soci e le due barche si riempiono di pesci e Simone quasi aprendo gli occhi illuminato non tanto dal gesto prodigioso del Signore quanto dal significato profondo di ciò che sta accadendo cade in ginocchio ai piedi di Gesù, egli chiede, supplicandolo, di allontanarsi da lui riconoscendo di essere così distante da Dio – io sono un peccatore come posso stare vicino a te -, questo è il passo determinante, il riconoscere la propria condizione è la conversione; senza la quale non c’è risposta alla chiamata del Signore. Gesù allora non si meraviglia e non accetta, naturalmente, questa richiesta di Simone, anzi, guardando le accogliendolo gli chiede di non avere paura lui e suoi amici, anzi da pescatore come è diventerà pescatore di uomini se seguirà il Signore.

Simone con gli altri discepoli che hanno con lui fatto questa esperienza si preparano a diventare più che discepoli testimoni di un incontro che riempirà la loro vita, non solo di gioia, ma di quella novità che viene da Dio e che può trasformare il mondo; come per noi, ma occorre riconoscere la propria debolezza, aprirsi alle novità di Dio, fidarsi di Gesù e seguirlo con tutta la nostra esperienza di poveri uomini alla sua scuola.