Mons. Alfano: Si sceglie un solo Dio

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:

«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.

L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.

Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.

Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.

Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?

Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Una parabola un po’ imbarazzante quella che ha raccontato Gesù quando ha presentato la storia di un amministratore di un uomo ricco, che non si comportava bene. Gesù dice che era disonesto e a causa proprio dei tanti imbrogli perde il suo lavoro.

In questa situazione che Gesù presenta, ci troviamo dinanzi a un atteggiamento inusuale, che ci mette un po’ in difficoltà, perché il padrone, alla fine, a causa del comportamento delle reazioni dell’amministratore lo loda, sembra quasi che Gesù lo presenti come un modello, certo non per la sua disonestà.

Che cosa racconta Gesù? quest’uomo dinanzi all’imprevisto, perché è stato scoperto e non potrà più amministrare, reagiscie e si domanda: cosa farò, ora che non ho più la fiducia del mio padrone? Non mi metto a lavorare non ne sarei capace, non posso chiedere elemosina perché mi vergogno, ho una via, conosco i debitori, me li faccio amici. Continua ad imbrogliare, perché cambia la ricevuta di modo che potranno dare di meno al padrone e se lo ritroveranno come uno dalla loro parte, ma in questo modo, lui ragiona, mi raccoglieranno e io non rimarrò solo. Ecco cosa Gesù trova in questo ragionamento così difficile, contorto e inaccettabile; il padrone loda l’amministratore disonesto non per la sua disonesta, ma perché è stato scaltro ha reagito, si è dato da fare. Gesù osserva, parlando con i suoi discepoli e anche per noi oggi, a volte o spesso i figlie delle tenebre sono più scaltri dei figli della Luce e noi che invece abbiamo la Luce, il Vangelo e il tesoro che ci viene dall’amore di Dio, dovremmo essere altrettanto scaltri e utilizzare i beni, le cose, la ricchezza non in modo disonesto per rimanere legati a noi stessi e quindi soli nell’infelicità, ma in modo aperto agli altri. Fatevi amici, insiste il Signore, anche con la ricchezza, pensate non a voi stessi, ma gli altri; stabilite relazioni di amicizia e dunque di fraternità, di apertura verso gli altri, anche nel sono poco siate fedeli, perché solo chi è fedele nel poco lo potrà essere nel molto e solo chi è attento anche la ricchezza che non gli appartiene e che è fondamentalmente disonesta, potrà ricevere fiducia nella ricchezza vera che il Signore mette nei nostri cuori e nella nostra vita.

Gesù ci chiede di essere non solo onesti e coraggiosi, ma decisi nella vita, non si può amare Dio e la ricchezza si sceglie un solo Dio e il nostro Dio è padre che ci ama e ci consente di crescere nella vera libertà.