Mons. Alfano: Signore insegnaci a pregare!

 Domenica 24 luglio – XVII Domenica del Tempo Ordinario – ci presenta un passo del Vangelo di Luca
 
Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
“Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione”».
Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”; e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!». 
 
Su questo passo del Vangelo ci offre una riflessione il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
 
Signore insegnaci a pregare!
La richiesta dei discepoli, che rivolta a Gesù dopo un intenso momento di preghiera, che hanno vissuto assistendo al suo prolungato rapporto col Padre, interpreta bene anche le nostre richieste, le nostre esigenze e le nostre difficoltà.
Abbiamo bisogno di maestri, anzi del Maestro per incontrare il Padre, per rivolgerci a lui, per pregare in verità.
È vero, che la preghiera tante volte nasce spontanea nei momenti difficili, tristi, nei momenti di disperazione, come anche nei momenti di gioia; ma la Preghiera è molto di più!
Non è la preghiera naturale che condividiamo con ogni essere umano, che invoca supplica o benedice e ringrazia. La Preghiera cristiana è la Preghiera nello Spirito, è la Preghiera fatta grazie a Gesù, che conosce il Padre, che è in dialogo permanente con il Padre, è la Preghiera che impariamo da Lui.
Signore insegnaci a pregare! Sappiamo come Gesù ha svolto questo compito di maestro e lo fa ancora. La Preghiera del Padre nostro, che egli consegna ai discepoli, è non solo una formula da ripetere, lo facciamo tutti, tante volte al giorno, anche a volte semmai ripetitivamente, abitudinariamente, senza nemmeno più pensarci, purtroppo.
La Preghiera che Gesù ci insegna e ci consegna è un modo di vivere il nostro rapporto con Dio, che cambia il rapporto con i fratelli. Rivolgerci a Dio così col nome di Padre, per lodarlo benedirlo, per accogliere il dono che egli ci fa del suo Regno, significa essere in continuo atteggiamento di gratitudine e di benedizione e dunque cambiare il modo di porci nei confronti della storia e degli altri. Il commento che Gesù fa alla preghiera va proprio in questa direzione. Bisogna chiedere con fiducia, bisogna bussare con la certezza che ci sarà aperto, bisogna cercare senza perdere mai l’orizzonte e il punto di vista che è l’Amore del Padre, che ci assicura, che troveremo.
Il dono che egli fa, continua Gesù nel suo commento, dinanzi all’esperienza che noi facciamo, un padre sa dare cose buone ai suoi figli e non cose cattive, è la via per riconoscere il dono che Dio fa. Egli ci dona il suo Spirito, egli ci esaudisce in ciò di cui abbiamo più bisogno.
La preghiera allora diventa una possibilità nuova, autentica e continua, di vivere la nostra vita da figli e dunque di porci gli uni nei confronti degli altri, da veri fratelli, che si amano nel Suo nome.