Perché andare a votare? Mons. Alfano: “Il voto, gesto altissimo di carità”

Più di qualcuno si interroga in questi giorni anche chi, semmai nel passato, non ha mai messo in dubbio questo diritto fondamentale di ogni cittadino. È bene che dinanzi a questa domanda ognuno di noi arrivi in profondità ad una riflessione più pacata, più serena, più responsabile. È vero, ci possono essere tanti motivi. Questa volta, forse, con questa campagna elettorale ancora in corso, ancora in più la sfiducia, l’incomprensione, il non sentirsi interpretati, condizionamenti vari, la confusione per tutto quello che si sente o che si dice. Questo, però, nulla toglie al dovere fondamentale, alla responsabilità che abbiamo come cittadini e per quanto riguarda i credenti come costruttori di quella civiltà dell’amore dove ognuno deve dare il suo contributo e fare la sua parte. È un diritto fondamentale che manifesta la nostra libertà, anche nei momenti difficili e in quelli più impegnativi. Si tratta di compiere un gesto altissimo di carità, ci insegnava il beato Paolo VI, uno dei gesti più alti di carità è la vita politica ed è il diritto ed il dovere di contribuire anche alle elezioni di coloro che ci dovranno rappresentare e governare. Si tratta, nella responsabilità comune, di accompagnare, di verificare, di controllare, quanto fanno coloro che ci hanno rappresentato. È quindi un momento importante al quale nessuno deve venir meno, per il quale vale la pena riflettere, interrogarsi e rispondere alla domanda “Perché andare a votare?”
 
Come cittadino, come credente, ho mille motivi, nonostante tutto, per andare ed esprimere il mio voto.