Pillole di Vangelo con il nostro arcivescovo: domenica 1° febbraio 2015

Domenica 1° febbraio, IV Domenica del Tempo Ordinario, ci presenta un passo del Vangelo di Marco:
 
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao] insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.
 
Su questo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano: “Taci, esci da lui. Sono parole forti quelle che Gesù pronuncia nella sinagoga di Cafarnao, dove comincia la sua giornata, come bravo ebreo. Il giorno del riposo lo si santifica così, radunandosi insieme per pregare, ascoltare la parola del Signore e chiedere aiuto a Lui per tutti i giorni che verranno. Gesù nella sinagoga si imbatte nei problemi che ognuno porta dentro. L’evangelista Marco ci parla di quest’uomo dallo spirito impuro che reagisce all’insegnamento di Gesù, che annuncia il Regno di Dio, la libertà per gli oppressi, un mondo nuovo. Il male è già sconfitto e chi è schiavo in qualche modo del male sbraita contro questo annuncio di liberazione, grida a Gesù: ‘Che ho da fare con Te?’. La risposta: ‘Taci’. Che parola straordinaria quella di Gesù. Lui è venuto veramente per sconfiggere il male, ma non in modo chiassoso. Non sconfiggeremo il male della nostra vita senza l’aiuto di Gesù e senza l’esperienza di silenzio nella mente, nel cuore, in tante relazioni vissute male. Il maligno ci blocca così, stordendoci e non facendoci più pensare con la nostra testa e non facendoci più dire quello che veramente vogliamo e sentiamo. Diventiamo inautentici, qualche volta ipocriti, falsi. Se vogliamo uscire dal male, santificando il tempo che Dio ci ha dato, accogliamo l’invito di Gesù: ‘Taci, esci da lui’. Quell’uomo fu recuperato alla sua dignità. Lo spirito impuro, che lo teneva piegato su di sé e lo rendeva incapace di aprirsi all’incontro con Dio, è stato sconfitto. Può essere sconfitto anche in noi, se accogliamo il dono che Gesù ci fa con il silenzio dell’amore, con la verità della parola, con la dignità e la libertà dei figli di Dio, che nessuno ci deve togliere. Quanto è importante anche oggi vivere così e testimoniare, con i fatti, il Vangelo, la Buona Notizia che Gesù è venuto a portare a tutti i poveri e gli oppressi della terra”.