Pillole di Vangelo con il nostro arcivescovo: domenica 30 novembre 2014

Domenica 30 novembre inizia l’Avvento e ci presenta un passo del Vangelo di Marco:
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
 
Su questo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano: “Il primo passo che facciamo nel tempo di Avvento ruota attorno ad un atteggiamento per nulla scontato che Gesù nel Vangelo esprime con un verbo ripetuto più volte: ‘Vigilate’. Si tratta di stare svegli, di vigilare, di prepararsi a qualcosa che sta per venire. Dunque, il primo atteggiamento è guardare in avanti; guardare al futuro senza paura, senza lasciarci prendere dall’angoscia, senza bloccarci davanti alle incognite pur gravi che ruotano attorno al nostro cammino.
‘Vigilate’: Gesù lo ripete più volte. Vigilate per noi vuol dire essere attenti, rimanere svegli, avere il coraggio di preparare il futuro, conservando tanta fiducia nel cuore. Quanto è importante questo atteggiamento! E come è bello che la liturgia ci faccia iniziare un nuovo momento del nostro cammino di credenti con questa grande speranza nel cuore: il futuro è nelle mani di Dio, è segnato dalla promessa che il Signore ci ama, ci guida, ci assicura che alla fine Egli ritornerà e ci introdurrà nella Casa del Padre Suo.
 
Il futuro lo prepariamo con la nostra vigilanza. Sì, dobbiamo cercare continuamente di tenere gli occhi aperti, anche quando stanno per chiudersi per la stanchezza, per lo scoraggiamento, per la solitudine, per i risultati che non arrivano o per qualunque altro ostacolo incontriamo sul nostro cammino. Che bello: nella notte, nel buio che tante volte sembra avvolgerci per situazioni negative che ciascuno di noi vive, che il nostro mondo ci mette davanti, ai cristiani è chiesto di attendere la luce, di rimanere svegli, di continuare a operare sapendo che la luce arriverà, che il giorno inonderà del suo splendore la vita di ognuno di noi, la storia dell’umanità. Dunque, vigiliamo e impariamo ogni giorno della nostra vita a non chiudere gli occhi del cuore, a guardare davanti a noi. Non vedremo ancora il Signore della Gloria né quello che ci aspetta, ma nel cuore attento e aperto ai segni di Dio cominceremo a pregustarlo”.