Ss. Ciro e Giovanni: Don Bosco ritorna… trai i giovani ancor…

Il legame tra il caro don Bosco e la nostra comunità parrocchiale possiamo dire che è quasi viscerale, in quanto per anni generazioni e generazioni di ragazzi sono cresciuti all’ombra dell’Oratorio ed in compagnia delle suore salesiane, e oggi come allora alcuni momenti della vita del Santo torinese caratterizzano il nostro anno pastorale, creando intorno a questa figura momenti di festa e di riflessione.

Proprio mentre si riprendono le attività e ricominciamo a carburare i motori della pastorale, arriva da parte di alcuni la solita domanda: “quando la facciamo la festa delle castagne?” e puntualmente arriva anche la solita risposta precisa ed attenta da parte di chi è affezionato a questo momento: “non è la festa delle castagne, ma il ricordo di un miracolo”. Ebbene si, ogni anno noi ricordiamo un miracolo:

Ecco quello che successe.

Il giorno dei defunti don Bosco condusse tutti i ragazzi dell’Oratorio a visitare il camposanto e a pregare. Aveva promesso loro, al ritorno, castagne lesse. E per quell’occasione ne aveva comprato tre sacchi.

Ma Mamma Margherita non aveva ben capito i suoi desideri e non ne aveva cotto che tre o quattro chili.

Il giovane Giuseppe Buzzetti arrivò a casa prima degli altri, si rese conto di ciò che era successo e corse a dirlo a don Bosco. Ma con tutto il fracasso che facevano i ragazzi non riuscì a farsi capire.

Arrivato all’Oratorio, don Bosco prese la piccola cesta e cominciò a distribuire le castagne con un grosso mestolo. In mezzo alle grida di gioia Buzzetti gli gridava: “Non ce n’è per tutti. Non ce n’è per tutti”

Don Bosco gli rispose: “Ce n’è tre sacchi in cucina”. “No, ci sono solo queste, solo queste”

Don Bosco sembrò non credere a quell’avvertimento. Le castagne le aveva promesse a tutti. Per cui continuò nella distribuzione.

Buzzetti guardava nervoso le poche manciate che restavano in fondo alla cesta e la fila di quelli che circondava don Bosco e che sembrava sempre più lunga. All’improvviso si fece un profondo silenzio. Centinaia di occhi incantati fissavano quella cesta che non era mai vuota. Ce ne fu per tutti.

Forse per la prima volta, con le mani ripiene di castagne, i ragazzi gridarono quella sera: “Don Bosco è un santo”

Da allora ogni anno, in ogni casa, centro giovanile, oratorio o ambiente salesiano si ricorda questo fatto. E diventa un ottimo momento per far festa, per ricordarci della Santità di un uomo, così vicino a noi, che sentiamo ancora come compagno di viaggio, amico che ci invita a giocare bene la nostra giovane vita.

 

di Angela Vanacore,

 Animatrice della Parrocchia dei Santi Ciro e Giovanni