{"id":311657,"date":"2023-03-14T16:46:34","date_gmt":"2023-03-14T15:46:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/?p=311657"},"modified":"2023-03-14T16:46:34","modified_gmt":"2023-03-14T15:46:34","slug":"dialogo-interreligioso-un-ponte-alla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/dialogo-interreligioso-un-ponte-alla-pace\/","title":{"rendered":"Dialogo Interreligioso: un ponte alla pace"},"content":{"rendered":"<p>Ha ben introdotto gli argomenti il presidente del Rotary Club Sorrento, Paolo De Gennaro che insieme al presidente del Rotary Club Pompei\u00a0\u00a0hanno dato il benvenuto alla sala gremita ed\u00a0 relatori. \u00abL\u2019incontro dedicato al \u201cDialogo Interrelligioso: un ponte alla pace\u201d, per iniziativa dei Rotary Club Sorrento, Isola di Capri,\u00a0 Pompei \u2013 Villa dei Misteri con l\u2019Arcidiocesi di Sorrento \u2013 Castellammare di Stabia, \u00e8 stata un\u2019occasione per favorire la riflessione sull\u2019importanza del dialogo, a partire da quello interreligioso, per la comprensione delle ragioni dell\u2019altro, per la concreta prevenzione dei conflitti,\u00a0 deve costituire, uno strumento continuo per la costruzione ed il mantenimento di durevoli condizioni di pace tra i popoli.<\/p>\n<p>Anche Don Raffaele Scarpato, Responsabile del Servizio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso dell&#8217;Arcidiocesi Sorrento \u2013 Castellammare di Stabia \u00e8 intervenuto portando i saluti di S.E. Rev.ma Mons. Francesco Alfano.<\/p>\n<p>Don Raffaele ha posto l\u2019attenzione su un tweet di Papa Francesco: La pace \u00e8 anzitutto un atteggiamento del cuore. Nasce dalla fraternit\u00e0, vive gratuit\u00e0. Spinge a servire la verit\u00e0. Si \u00e8 poi intrattenuto in particolare con un pensiero \u00abLa pace \u00e8 anzitutto un atteggiamento del cuore. Nasce dalla giustizia, cresce nella fraternit\u00e0, vive di gratuit\u00e0. Spinge a servire la verit\u00e0\u00bb. (Papa Francesco, Tweet del 23\/8\/2022). Iniziando con questo tweet di Papa Francesco, \u00abha voluto tracciare un ponte temporale per mostrare l\u2019unit\u00e0 di pensiero della Chiesa dei giorni nostri con la Chiesa del Concilio ecumenico Vaticano II. \u00abLa Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, \u201cGaudium et Spes\u201d parla della promozione della pace e sono state sottolineate alcune espressioni chiave affinch\u00e9 la pace venga vissuta: collaborare con tutti, rispettare gli altri, no alla corsa agli armamenti, educare i giovani e formare l\u2019opinione pubblica con sentimenti ispiratori di pace, mutare il cuore, e sopra ogni cosa il dialogo fra tutti gli uomini, ad intra e ad extra della Chiesa cattolica, quindi con i cristiani delle altre confessioni cristiane (sottolineando che l\u2019unit\u00e0 dei cristiani \u00e8 attesa e desiderata da molti che non credono in Cristo, in quanto \u00e8 presagio di unit\u00e0 e di pace), con i credenti in Dio e con chi non ha una fede nel trascendente, e anche con chi si oppone alla Chiesa e la perseguita. Non si pu\u00f2 escludere nessuno nella costruzione del mondo nella vera pace, perch\u00e9 Dio Padre \u00e8 principio e fine di tutti e siamo tutti chiamati ad essere fratelli cos\u00ec come Papa Francesco ha ribadito nella sua enciclica \u201cFratelli tutti\u201d, in cui si sottolinea che un mondo pi\u00f9 fraterno e solidale richiede l\u2019impegno comune di tutti i credenti, perch\u00e9 esso \u00e8 un compito arduo che i cristiani non possono svolgere da soli. \u00c8 stato cos\u00ec citato il documento sulla \u201cFratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune\u201d, firmato dal Papa e dal Grande Imam di Al Azhar ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, pietra miliare nella direzione della fratellanza e della pace, e il \u201ccolloquio a Najaf con il leader della comunit\u00e0 sciita Al-Sistani\u201d, in Iraq, il 6 marzo 2021: due traguardi storici che si possono ben ascrivere tra i frutti del cammino intrapreso a partire dalla \u201cGaudium et Spes\u201d.\u00a0\u00a0Nel documento sulla \u201cFratellanza umana\u201d cattolici e musulmani dichiarano di perseguire la cultura del dialogo, la collaborazione comune, la conoscenza reciproca e si impegnano a ristabilire la saggezza, la giustizia e la carit\u00e0 e a risvegliare il senso della religiosit\u00e0 tra i giovani. Il documento condanna il terrorismo e chiede di non strumentalizzare le religioni per incitare all\u2019odio, alla violenza, all\u2019estremismo e al fanatismo cieco, di non usare il nome di Dio per giustificare il male verso altri\u201d. Infine non si pu\u00f2 dimenticare che l\u2019impegno per la pace e la giustizia \u00e8 condiviso con i \u201cfratelli maggiori\u201d ebrei, come \u00e8 evidenziato dal \u201cDiscorso alla comunit\u00e0 ebraica\u201d di Papa Francesco scritto in occasione della visita alla sinagoga di Roma il 17 gennaio 2016. Una riflessione che trae diretta ispirazione dal documento del concilio Vaticano II \u201cNostra Aetate\u201d sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane\u00bb.<\/p>\n<p>E\u2019 stata data la parola a Mons. Lucio Sembrano , Ufficiale Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede \u00abA nome del Dicastero per il Dialogo Interreligioso ringrazio per questo invito, e porto a tutti i cordiali saluti del nostro Prefetto, il Cardinale Miguel \u00c1ngel Ayuso Guixot. Il tema che vorrei trattare \u00e8 quello del dialogo interreligioso come via alla pace, tema che appare quasi obbligato dato il contesto emergenziale nel quale viviamo. La pace \u00e8 minacciata e violata in tante guerre settoriali, che arricchiscono solo i mercanti di armi e seminano disperazione e morte, aggravando sempre pi\u00f9 le tensioni tra paesi ricchi e nazioni in via di sviluppo, \u201criportando indietro l\u2019orologio della storia\u201d, come ama ripetere il Presidente Mattarella a proposito dell\u2019aggressione russa in Ucraina.<\/p>\n<p>Si \u00e8 poi soffermato su diversi punti:\u00a0L\u2019urgenza della diakonia culturale,\u00a0Il dialogo interculturale, infatti, apre alla scoperta dell\u2019alterit\u00e0 come risorsa per crescere nella consapevolezza della propria identit\u00e0, e non come minaccia da eliminare. Ma verso quale dialogo si deve puntare perch\u00e9 possa realizzarsi un incontro costruttivo tra differenti culture e religioni, senza false retoriche n\u00e9 strumentalizzazioni di pensiero? La fatica di aprirsi all\u2019altro e alla sua cultura Aprirsi all\u2019altro e comprenderlo non \u00e8 affatto semplice, soprattutto se l\u2019altro \u00e8 straniero, estraneo. L\u2019estraneit\u00e0 emerge come un contraccolpo a ci\u00f2 che \u00e8 familiare, noto, consueto allo sguardo sul mondo e sulla vita. A maggior ragione, se lo straniero rappresenta la dimensione pi\u00f9 evidente dell\u2019alterit\u00e0, che destruttura appartenenze e barriere culturali e religiose.<\/p>\n<p>Comprendere l\u2019estraneo senza eliminarne l\u2019estraneit\u00e0, La manifestazione dell\u2019altro non solo pone fine al monologo della cultura, ma avverte il soggetto del fatto che non basta pi\u00f9 una solidariet\u00e0 a tempo determinato o in dati momenti di volontariato affettivo. Ancor di pi\u00f9, l\u2019indicazione di un\u2019etica responsabile valica la soglia di un\u2019intersoggettivit\u00e0 a due, incrociando l\u2019ambito sociale, politico, economico come contesto dove lottare per una vita possibile e dignitosa per tutti. Nella rivelazione ebraico-cristiana, la dimensione dell\u2019alterit\u00e0 \u00e8 innata ed esige l\u2019assunzione dell\u2019altro come paradigma della condizione umana, soprattutto se \u00e8 straniero o distante dalla relazione di alleanza. L\u2019uomo vive la sua storia come un viandante in cammino verso la ricerca di un\u2019identit\u00e0. In tale dinamismo, percepisce che il suo destino di autorealizzazione sta nella capacit\u00e0 di mettersi in relazione, scoprendo un modo differente di essere e di vivere. L\u2019attenzione all\u2019alterit\u00e0, che scaturisce dall\u2019esperienza che lo straniero \u00e8 luogo rivelativo di Dio, va oltre l\u2019accoglienza della diversit\u00e0 culturale, e giunge a riconoscergli pari dignit\u00e0. Ponendo Dio che ama lo straniero, e che chiama a fare altrettanto, al centro del suo racconto fondativo, la Bibbia \u00e8 annuncio e sfida a instaurare una polis dell\u2019alterit\u00e0, dove l\u2019accoglienza dell\u2019altro non sia solo un\u2019 \u201ceccezione\u201d, ma il principio stesso della co-esistenza umana1 , principio accolto da una comunit\u00e0 che agisce per la riconciliazione nella diversit\u00e0 propria di ognuno.<\/p>\n<p>L\u2019incontro con l\u2019altro mi cambia la vita,\u00a0\u00ab\u201cOggi siamo di fronte alla grande occasione di esprimere il nostro essere fratelli, di essere altri buoni samaritani che prendono su di s\u00e9 il dolore dei fallimenti, invece di fomentare odi e risentimenti. Come il viandante occasionale della nostra storia, ci vuole solo il desiderio gratuito, puro e semplice di essere popolo, di essere costanti e instancabili nell\u2019impegno di includere, di integrare, di risollevare chi \u00e8 caduto; anche se tante volte ci troviamo immersi e condannati a ripetere la logica dei violenti, di quanti nutrono ambizioni solo per s\u00e9 stessi e diffondono la confusione e la menzogna. Nelle sfere della vita politica, culturale, economica ed ecologica di una societ\u00e0, i credenti in dialogo si coinvolgono in termini critici e profetici, perch\u00e9 vedono la realt\u00e0 pubblica nella prospettiva del regno di Dio che viene. Lo ha ribadito Papa Francesco, ricevendo i partecipanti all\u2019Assemblea Plenaria del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, il 6 giugno 2022. Il dialogo interreligioso \u00e8 sempre segnato da incontri difficili, non preventivati, trasformanti. Quasi attratto dall\u2019inedito che si cela nei sentieri interrotti delle culture, nelle svolte provocate dalla ricchezza dell\u2019altro, dell\u2019estraneo, nel movimento che non si accontenta di confini gi\u00e0 stabiliti e fissi, perch\u00e9 chi sceglie di dialogare sa che l\u2019orizzonte di attesa di ogni persona non pu\u00f2 fermarsi al suo spazio di esperienza. La storia dell\u2019amicizia tra Papa Francesco e il Grand Imam di El Azhar, Ahmed al Tayyeb \u00e8 molto istruttiva al riguardo. Dal 23 maggio 2016, data della visita del Grand Imam a Papa Francesco in Vaticano, ricambiata dal Pontefice con la partecipazione alla Conferenza Internazionale per la Pace al Cairo il 28 aprile 2017, \u00e8 stato tutto un fiorire d\u2019iniziative e d\u2019incontri per la pace, culminati nella Dichiarazione sulla Fratellanza umana per la Pace mondiale e la Convivenza comune, firmata da entrambi ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019, che poi ha trovato la sua traduzione cattolica nell\u2019enciclica Fratelli tutti, del 3 ottobre 2020\u00bb.<\/p>\n<p>Praticare la convivialit\u00e0 per diventare credenti migliori;<\/p>\n<p>Dialogo e liberazione;<\/p>\n<p>L\u2019etica delle Beatitudini come via interreligiosa alla Pace:<\/p>\n<p>\u00abIl magistero di San Giovanni XXIII:\u00a0Pacem in Terris\u00a0(1963), Tuttavia, come ammoniva san Giovanni XXIII, nella Pacem in Terris, partendo dalla constatazione che il bene comune universale non si pu\u00f2 pi\u00f9 raggiungere attraverso i normali rapporti diplomatici intrattenuti fra le singole comunit\u00e0 nazionali, scaturisce la necessit\u00e0 di regolare tali rapporti facendo appello al principio di sussidiariet\u00e0. La comunit\u00e0 mondiale, con le sue istituzioni, dovr\u00e0 intervenire soltanto nei casi e per gli scopi a cui l\u2019azione delle singole comunit\u00e0 nazionali, o di alcune fra esse coordinate fra loro, sia manifestamente insufficiente. L\u2019enciclica menziona la nascita dell\u2019Organizzazione delle Nazioni Unite, che nel 1948 aveva approvato la Dichiarazione universale dei diritti dell\u2019uomo, ma fa notare che \u201csono state sollevate obiezioni e fondate riserve\u201d sui documenti del1\u2019ONU, invitando a sforzi ulteriori e modifiche perch\u00e9 le persone e i popoli trovino veramente nelle Nazioni Unite una \u201ctutela efficace\u201d7 . E perch\u00e9 \u2013 viene da riflettere oggi sulla scia delle riflessioni del Papa Buono \u2013 l\u2019Unione Europea non \u00e8 in grado di affrancarsi dal sistema NATO, che aveva senso finch\u00e9 esisteva il Patto di Varsavia e permaneva il clima della guerra fredda? Perch\u00e9 il progetto di una \u201ccomunit\u00e0 europea di difesa\u201d dal 1952, data in cui fu proposto, \u00e8 rimasto lettera morta? Perch\u00e9 non riusciamo veramente a credere che l\u2019economia fondata sulla pace \u00e8 possibile e molto pi\u00f9 vantaggiosa per tutti? Perch\u00e9 non si riesce ad affrancarsi dall\u2019egemonia dei pochi ma potentissimi centri di potere economico mondiali che esercitano una dittatura sul destino del mondo? Forse, affrontando questi problemi, e cercando di avviarli a soluzione, si potrebbe togliere terreno sotto i piedi di Putin e degli altri leader e smascherarne le pretese ideologiche giustificate con le minacce presunte o reali, mosse ai loro paesi dal cosiddetto \u201cOccidente\u201d! Il 28 novembre 2022, Papa Francesco, ricevendo un gruppo di docenti e studenti per un Incontro per l\u2019educazione alla pace e alla cura8 , \u00e8 tornato su San Giovanni XXIII, accostandolo a Martin Luther King. Ha detto: \u201cPapa Giovanni si rivolse a tutti gli uomini di buona volont\u00e0, chiedendo la soluzione pacifica di tutte le guerre attraverso il dialogo e il disarmo. Fu un appello che riscosse una grande attenzione nel mondo, ben oltre la comunit\u00e0 cattolica, perch\u00e9 aveva colto un bisogno di tutta l\u2019umanit\u00e0, che \u00e8 ancora quello di oggi. Per questo vi invito leggere e studiare la Pacem in terris, e a seguire questa strada per difendere e diffondere la pace. Pochi mesi dopo la pubblicazione di quell\u2019Enciclica, un altro profeta del nostro, Il 28 novembre 2022, Papa Francesco, ricevendo un gruppo di docenti e studenti per un Incontro per l\u2019educazione alla pace e alla cura8 , \u00e8 tornato su San Giovanni XXIII, accostandolo a Martin Luther King. Ha detto: \u201cPapa Giovanni si rivolse a tutti gli uomini di buona volont\u00e0, chiedendo la soluzione pacifica di tutte le guerre attraverso il dialogo e il disarmo. Fu un appello che riscosse una grande attenzione nel mondo, ben oltre la comunit\u00e0 cattolica, perch\u00e9 aveva colto un bisogno di tutta l\u2019umanit\u00e0, che \u00e8 ancora quello di oggi. Per questo vi invito leggere e studiare la Pacem in terris, e a seguire questa strada per difendere e diffondere la pace. Pochi mesi dopo la pubblicazione di quell\u2019Enciclica, un altro profeta del nostro\u00bb.<\/p>\n<p>Ha\u00a0concluso\u00a0 con alcune indicazioni che provengono da Fratelli tutti, \u00abBench\u00e9 la Chiesa rispetti l\u2019autonomia della politica, non relega la propria missione all\u2019ambito del privato. Al contrario, \u00abnon pu\u00f2 e non deve neanche restare ai margini\u00bb nella costruzione di un mondo migliore, n\u00e9 trascurare di \u00abrisvegliare le forze spirituali\u00bb che possano fecondare tutta la vita sociale. \u00c8 vero che i ministri religiosi non devono fare politica partitica, propria dei laici, per\u00f2 nemmeno possono rinunciare alla dimensione politica dell\u2019esistenza che implica una costante attenzione al bene comune e la preoccupazione per lo sviluppo umano integrale. La Chiesa \u00abha un ruolo pubblico che non si esaurisce nelle sue attivit\u00e0 di assistenza o di educazione\u00bb ma che si adopera per la \u00abpromozione dell\u2019uomo e della fraternit\u00e0 universale\u00bb (ivi, 276). Non possiamo dimenticare il desiderio espresso da Ges\u00f9: che \u00abtutti siano una sola cosa\u00bb (Gv 17,21).<\/p>\n<p>L\u2019incontro del Poverello di Assisi col Sultano Malek al-Kamel avvenuto quasi 800 anni fa9 non fu n\u00e9 diplomazia n\u00e9 tattica (cfr. Redemptoris Missio 55), ma misericordia. Come singoli credenti e persone di buona volont\u00e0, ma anche con le nostre comunit\u00e0, siamo invitati a guardare oltre noi stessi e i nostri interessi, per impegnarci concretamente a costruire ponti di pace. Cos\u00ec facendo, scopriremo che conflitti, tensioni e persino gruppi, un tempo considerati ostili, attraverso il dialogo possono far sbocciare un\u2019unit\u00e0 multiforme che d\u00e0 origine alla Pace\u00bb.\u00a0Ha poi citato<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0il testamento di DI PADRE CHRISTIAN DE CHERGE\u2019\u00bb\u00a0(Algeri, 1\u00b0 dicembre 1993 Tibihrine, 1\u00b0 gennaio 199).<\/p>\n<p>Ha chiuso i lavori il Chiar.mo\u00a0Prof. Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro Studi Interreligiosi della Pontificia\u00a0Universit\u00e0 Gregoriana \u2013 Roma, che si \u00e8 soffermato in una attenta riflessione:\u00a0Questi migranti imbarcati per giorni, che alla fine naufrago o annegano, intorno alle coste europee. Traviamo cosi, quel sogno unitivo sono le parole di Abramo, e che aveva fatto sue\u00a0Giorgio La Pira, parlava di sogni unito di Abramo, in termini di Giustizia, in termini di unit\u00e0 in termini di pace.\u00a0Era la visione di uno dei pi\u00f9 grandi padri d\u2019Europa, Giorgio La pira, il termine crisi, nel suo significato originario greco crisis, assume anche il significato di discernimento, siamo in situazione di crisi ma questa crisi non ci deve far perdere la speranza, perch\u00e9 crisi \u00e8 un passaggio, Papa Francesco, epocale forse un cambio di paradigma, forse dovremmo pensare ad un cambio del sistema, se il sistema non funziona pi\u00f9 non \u00e8 detto che questo sistema debba funzionare in eterno, pu\u00f2 darsi che in questo momento questo sistema non funziona pi\u00f9\u00a0 perch\u00e9 il mondo non funziona pi\u00f9 secondo quelle logiche, per\u00f2 non abbiamo grandi statisti che hanno la capacit\u00e0 di fare questo passaggio ma allora \u00e8 un tempo di discernimento per ognuno, di riflessione in vista di cosa? Di un miglioramento, dobbiamo sempre avere la speranza. Sandro Pertini diceva\u00a0 \u201cnon c\u2019\u00e8 situazione che ci aiuta a perdere la speranza\u201d, era il periodo del terrorismo, significa che questo \u00e8 un momento di crisi, ma non significa che in questo tempo non sappiamo cosa fare, \u00e8 un tempo in cui dobbiamo fare discernimento, discernimento in vista di un miglioramento di un rilancio qualitativo verso una prospettiva, il cristianesimo deve offrire ad ogni credente e non credente sia i cristiani, sia i membri di altre tradizioni religiosi in particolare quelle abramitiche un contributo profondo ed unico a questa riflessione, su cosa? Sull\u2019umanesimo, c\u2019\u00e8 bisogno di un nuovo umanesimo ma quale umanesimo? perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 una questione antropologica dietro di quale umanesimo stiamo parlando, se un umanesimo auto referenziato cio\u00e8 antropocentrico o se invece di un umanesimo che comunque si relazione anche con il trascendente, vengo al punto della questione che riguarda le religioni. La tradizione biblica ci insegna due regole d\u2019oro, le stesse sono contrassegnate dall\u2019amore, ne prendo solo due citazioni, una dall\u2019antico testamento e una dal nuovo testamento. Quella relativa all\u2019antico testamento, \u00e8 tratta dall\u2019eretico che dice: quando un forestiero dimorer\u00e0 presso di voi nella vostra terra non lo opprimete, il forestiero dimorante tra voi lo tratterete come colui che \u00e8 nato fra voi, tu l\u2019amerai come te stesso, perch\u00e9 anche voi siete stati forestieri in terra d\u2019Egitto, io sono il Signore vostro Dio. Non esiste pi\u00f9 io e l\u2019altro, noi e voi.\u00a0\u00a0Il secondo \u00e8 sulla carit\u00e0 l\u2019approccio verso gli altri, quella che \u00e8 la regola doro per eccellenza dal nuovo testamento, tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro, questa \u00e8 infatti la legge dei profeti, proattiva non fare a gli altri, ma tutto ci\u00f2 che\u00a0\u00a0 volete che facciano per voi, fatelo, non \u00e8 non fare, ma se devi fare qualcosa verso gli altri, quindi \u00e8 proattivo, tutto \u00e8 proattivo antico e nuovo testamento si caratterizzano da questa pro attivit\u00e0 dall\u2019essere per l\u2019altro\u00a0Non essere con l\u2019altro, o andare dall\u2019altro, insomma non ci facciamo del male ma neanche del bene, qui \u00e8 tutto per l\u2019altro, totalmente essere per l\u2019altro. La ricchezza di tali insegnamenti biblici rappresenta la base dove \u00e8 stato costruita anche la nuova Europa, quando abbiamo fatto il preambolo della costituzione europea, ci siamo azzuffati se mettere le radici cristiane o no, i valori religiosi, alla fine li abbiamo messi da parte in toto, ci siamo dimenticato di tutto, il discorso era su questo discorso, ci stiamo riferendo a questi valori, non ad altri valori, a questi punti cardine della nostra tesi, non ero molto favorevole a strumentalizzare la fede, addirittura sono nati partiti politici su queste intenzioni, comportandosi con lo sbandieramento di crocifissi e santi da tutte le parti, da troppo tempo sostengo che il fondamentalismo laico si nutre di simboli religiosi. Sostenendo sempre di non strumentalizzare questi simboli, quando \u00e8 montata la polemica di mettere i crocifissi, spesso rispondevo a queste persone: a casa sua c\u2019\u00e8 l\u2019ha? No! Perch\u00e9 lo vuole??\u00a0\u00a0Io sono il primo che lo vuole, ma iniziamo a dare un significato profondo non per creare steccati, il crocifisso \u00e8 il simbolo per noi cristiani di donazione totale, non \u00e8 per dividere, quindi il simbolo religioso e questi brani biblici ci insegnano qualcos\u2019altro, ci insegnano una totale apertura verso l\u2019altro. La ricchezza di tale insegnamento biblici \u00e8 offerta a tutti e si \u00e8 pensato al mediterraneo come ponte tra popoli diversi. Mare nostrum, perch\u00e9 mare di tutti, l\u2019insieme di tre continenti. Comunque di tutte le critiche severe di questa crisi sistemica ed etica possiamo vedere nonostante tutte queste critiche, possiamo vedere alcuni segnali positivi di speranza, di prospettive, di opportunit\u00e0 per un nuovo umanesimo, sia a livello di base che a livello civile delle comunit\u00e0 religiose. Un umanesimo che pu\u00f2 prendere forma \u00a0dalla cultura del dialogo della solidariet\u00e0 che sta caratterizzando tante comunit\u00e0 e gruppi e persone nella loro vita concreta religiosa e nel loro impegno sociale, i riflettori non sono certamente su questi gruppi che lavorano abbiamo citato alcune esperienze concrete in certi paesi, in certi paesi anche di conflitto c\u2019\u00e8 sempre un avamposto di dialogo c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che dialoga, ho avuto modo di dialogare con la comunit\u00e0 di Mar Musa, fondata da padre Dall\u2019Oglio, gesuita, che \u00e8 andato a parlare con l\u2019ISIS in sparito da tanti anni, sono li, \u00a0\u00e8 stato ordinato Vescovo Padre Jacques Mourad che \u00e8 stato rapito dall\u2019Isis, sono questi strumenti di dialogo, di collaborazione in situazione di conflitto, ad esempio in Siria non si pu\u00f2 andare nonostante la condizione drammatica, non si possono inviare fondi, non sappiamo \u00a0\u00a0nemmeno dove mandare i fondi per gli aiuti ai terremotati data l\u2019instabilit\u00e0, di questo non se ne parla\u2026 Il terremoto ha toccato la Siria come la Turchia ma noi non siamo in grado di far arrivare i fondi in Siria. Tuttavia vivere in un contesto sempre pi\u00f9 plurale, non fa s\u00ec che il dialogo avvenga automaticamente, non \u00e8 che noi viviamo in una situazione di pluralismo ed il dialogo avvenga automaticamente, siamo sempre pi\u00f9 consapevoli della diversit\u00e0 come tratto distintivo dell\u2019umanit\u00e0. I modelli sviluppati dall\u2019antropologia culturale ci mostrano quanto sia complessa e difficile la comprensione della diversit\u00e0 ed in particolare dei rapporti tra le culture e tra le religioni .<\/p>\n<p>\u00c8 stata una esposizione di una chiarezza inaudita, ha trattato diversi punti, ha concluso:\u00a0\u00abfaccio riferimento al documento di Abu Dhabi, voluto fortemente dal Santo Padre se avessimo dovuto ascoltare i detrattori del dialogo con l\u2019Islam, negli scorsi anni tra cui molti giornalisti, che dicevano scontro di civilt\u00e0\u2026 noi che lavoravamo nel dialogo abbiamo detto dobbiamo cucire gli strappi, dobbiamo lavorare con le persone di buona volont\u00e0 che volevano portare avanti il dialogo, come il grande Iman di Al-Azhar.\u00a0Grazie alla continuit\u00e0 degli addetti ai lavori, si\u00a0giunti ad incontri importanti come quello del Bahrein, l\u2019incontro in Kazakistan. \u00a0Nel documento di Abu Dhabi , fa riferiremo alla trascendenza, il nome di Dio \u00e8 citato nel documento, non si mette Dio da parte per queste cose ci si deve confrontare anche con Dio, \u00a0nel secondo punto che ritengo interessantissimo, viene scritto il nome dei poveri, il nome degli esclusi della terra, un mio amico in Sri Lanka, mi diceva sempre c\u2019\u00e8 bisogno di un magistero dei poveri, la teologia del popolo di cui parla Francesco, imparare dai poveri, chi lavora con i poveri, sa che i poveri hanno qualcosa da dire, ed i poveri del mondo hanno qualcosa da dire.. Significa dire capovolgere il mondo, capovolgere la logica attuale del mondo, beati i poveri, capovolgimento, Dio non pu\u00f2 essere capovolto, ma il mondo attuale Dio l\u2019ha messo sotto, siamo autosufficienti, non abbiamo bisogno di pregare. Ho tanti amici non credenti che si comportano meglio dei credenti eticamente. Pensiamo di avere Dio in tasca a nostro uso e consumo. Il dialogo interreligioso non \u00e8 soltanto teorico, nasce da questo fondamento teologico ma si interroga e fa alleanze su questioni anche etiche. Abbiamo il terrorismo, il disarmo che \u00e8 centrale perch\u00e9 siamo religioni per la pace, la crescita globale esponenziale della vendita di armi da parte degli stati che sono stati puntualizzati da questi documenti. Dialogo, trascendenza, incontro, fratellanza, sono parole chiave che possono alimentare la pace.<\/p>\n<p>Sono stati trattati argomenti di elevata caratura culturale, \u00a0l\u2019incontro\u00a0 \u00e8 stato molto apprezzato dai presenti che hanno partecipato a questo particolare \u201cmomento storico\u201d con una certa enfasi sono stati coinvolti, al punto che al termine dei lavori sono state poste diverse domande ai relatori che con molta disponibilit\u00e0 si sono spesi affiche venissero soddisfatte le richieste, in modo particolare va un plauso a\u00a0Paolo De Gennaro\u00a0presidente del Rotary Club Sorrento, che ha voluto questo particolare incontro,\u00a0\u201cDialogo Interrelligioso: un ponte alla pace\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha ben introdotto gli argomenti il presidente del Rotary Club Sorrento, Paolo De Gennaro che insieme al presidente del Rotary Club Pompei\u00a0\u00a0hanno dato il benvenuto alla sala gremita ed\u00a0 relatori. \u00abL\u2019incontro dedicato al \u201cDialogo Interrelligioso: un ponte alla pace\u201d, per iniziativa dei Rotary Club Sorrento, Isola di Capri,\u00a0 Pompei \u2013 Villa dei Misteri con l\u2019Arcidiocesi di Sorrento \u2013 Castellammare di Stabia, \u00e8 stata un\u2019occasione per &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/dialogo-interreligioso-un-ponte-alla-pace\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Dialogo Interreligioso: un ponte alla pace<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":311658,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[382,329],"tags":[],"class_list":["post-311657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ecumenismo","category-news-diocesane"],"better_featured_image":{"id":311658,"alt_text":"","caption":"","description":"","media_type":"image","media_details":{"width":1024,"height":768,"file":"2023\/03\/14\/sorrento-2.jpg","sizes":{"medium":{"file":"sorrento-2-400x300.jpg","width":400,"height":300,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-400x300.jpg"},"thumbnail":{"file":"sorrento-2-260x188.jpg","width":260,"height":188,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-260x188.jpg"},"medium_large":{"file":"sorrento-2-768x576.jpg","width":768,"height":576,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-768x576.jpg"},"thumbnail-head":{"file":"sorrento-2-600x450.jpg","width":600,"height":450,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-600x450.jpg"},"post-thumbnail":{"file":"sorrento-2-800x600.jpg","width":800,"height":600,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-800x600.jpg"},"sow-carousel-default":{"file":"sorrento-2-272x182.jpg","width":272,"height":182,"mime-type":"image\/jpeg","source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2-272x182.jpg"}},"image_meta":{"aperture":"0","credit":"","camera":"","caption":"","created_timestamp":"0","copyright":"","focal_length":"0","iso":"0","shutter_speed":"0","title":"","orientation":"0","keywords":[]}},"post":311657,"source_url":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/03\/14\/sorrento-2.jpg"},"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - 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