{"id":3226,"date":"2015-03-30T14:00:00","date_gmt":"2015-03-30T12:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/la-settimana-santa\/"},"modified":"2018-05-15T16:49:21","modified_gmt":"2018-05-15T14:49:21","slug":"la-settimana-santa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/la-settimana-santa\/","title":{"rendered":"La Settimana Santa"},"content":{"rendered":"<div>Ogni anno, con l\u0092avvicinarsi della Settimana santa mi ritornano in mente le parole di Ges\u00f9: Ho desiderato ardentemente di mangiare la Pasqua con voi e sento rivolte a me l\u0092espressione: Andate a preparare la Pasqua.<\/div>\n<div>L\u0092evento cuore della nostra fede, la Pasqua di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, infatti, non solo va preparato, ma ha bisogno anche che noi ci prepariamo a viverlo, sentendo lo stesso desiderio ardente del Maestro e vincendo l\u0092abitudine che addormenta e uccide.<\/div>\n<div>Se posso fare un accenno alla mia vita personale, nei giorni del Triduo pasquale ricordo di aver sempre preso le ferie dal lavoro, per vivere ogni momento con intensit\u00e0, e negli anni ho insegnato anche ai miei figli a fare lo stesso.<\/div>\n<div>La settimana si apre con la Domenica delle Palme e la benedizione dei rami d\u0092ulivo. Nella mia parrocchia, anche se piccola, il sagrato \u00e8 stracolmo di persone che si radunano per il rito della benedizione. La mia amarezza, tuttavia, \u00e8 tanta nel vedere che, dopo il rito, molti ritornano a casa, senza entrare in Chiesa per la Celebrazione. Che senso ha benedire la palma e non celebrare poi il mistero pasquale, benedire senza stare con Ges\u00f9 e fargli compagnia negli ultimi istanti della sua vita? Le palme non sono un amuleto da appendere dietro la porta d\u0092ingresso delle case, o un oggetto di scambio in funzione di una pace solo apparente, ma alludono simbolicamente all\u0092inizio di un itinerario intenso che, gradualmente, porta ad aspettare la notte di sabato, l\u0092aurora del giorno senza tramonto che \u00e8 il giorno di Pasqua. Come le folle di Gerusalemme, anche noi facciamo festa a Ges\u00f9 che entra nella citt\u00e0 santa, sperando di non abbandonarlo.<\/div>\n<div>Da due anni il mercoled\u00ec santo si celebra la Messa Crismale chiamata cos\u00ec perch\u00e9 il Vescovo benedice il Crisma e gli altri oli santi. Anche a questa celebrazione prendo parte con gioia: vedere tutti i sacerdoti della Diocesi, tanti laici, tutti insieme al Vescovo, mi fa sperimentare la bellezza di essere Chiesa. Credo che nel linguaggio tecnico si dica che la Messa Crismale \u00e8 \u0093epifania della Chiesa locale\u0094: sono contento e fiero di appartenere alla mia Chiesa che \u00e8 in Sorrento-Castellammare e mi congedo da questa celebrazione rincuorato. Gli oli benedetti e distribuiti porteranno sollievo alle membra doloranti, forza a quelli che saranno battezzati, bellezza a coloro che verranno confermati e consacreranno le mani dei giovani diaconi che nasceranno sacerdoti, grazia che da un po\u0092 di anni riceviamo ogni anno.<\/div>\n<div>E finalmente inizia la celebrazione del Triduo pasquale, una grande liturgia in tre tappe, un\u0092unica celebrazione che si distende per tre giorni e abbraccia liturgie, vita vissuta, visite per gli auguri, preparazioni e confessioni in extremis.<\/div>\n<div>Quando erano piccoli i miei figli, li invogliavo a venire alla Messa del Gioved\u00ec santo dicendo che si svolgeva la lavanda dei piedi, poi, quando sono diventati pi\u00f9 grandi, ho spiegato loro il vero senso della Messa in Coena Domini. \u00c8 il dono dell\u0092Eucarestia e della consegna di Ges\u00f9: dono che va accolto, mangiato, adorato. Rischiamo invece di dare troppa enfasi alla lavanda dei piedi &#8211; per giunta liturgia non essenziale &#8211; perdendo di vista il cuore della celebrazione che \u00e8 il dono dell\u0092Eucarestia e del ministero ordinato. La stessa cosa succede quando tanti vanno a visitare gli altari della Reposizione (quelli che una volta si chiamavano \u0093sepolcri\u0094) stilando classifiche del pi\u00f9 bello, del pi\u00f9 significativo, del pi\u00f9 evocativo, con il rischio di non sostare neanche un momento in adorazione.<\/div>\n<div>Al termine della Messa in Coena Domini, il mio parroco, fedele, credo, alle norme liturgiche, mette via i fiori, le tovaglie, i candelieri perfino la Croce, e lascia accese solo le luci e le candele all\u0092Altare della Reposizione. Ricordo che un anno ci disse che il legame tra il Gioved\u00ec santo e il Venerd\u00ec santo era proprio l\u0092altare della Reposizione e l\u0092Eucarestia stessa. La Messa del gioved\u00ec, non a caso, non prevede la benedizione, in altre parole, non finisce, ma continua nell\u0092adorazione e nella vita.<\/div>\n<div>La comunit\u00e0 si raduna in grande silenzio per la Celebrazione della Passione del Signore. Quella del Venerd\u00ec santo \u00e8 una liturgia semplice, senza candelieri, turibolo, tovaglie e merletti. Alla preghiera segue la liturgia della Parola in cui si leggono due brani fondamentali, il IV carme del servo di Jahve e il racconto della Passione secondo Giovanni; subito dopo la preghiera universale, anch\u0092essa scarna ed essenziale. Alla proposta di preghiera (credo si possano fare solo quelle previste dal Messale) segue un momento di silenzio e poi la preghiera del celebrante.<\/div>\n<div>Due particolari mi colpiscono: la posizione del corpo durante la preghiera perch\u00e9 si sta in ginocchio, e la preghiera che si allarga per cerchi concentrici a tutte le esperienze religiose; anche agli ebrei, che da \u0093perfidi\u0094 (espressione presente nella Liturgia prima del Concilio e cancellata da Papa Giovanni XXIII) vengono ora considerati nostri fratelli maggiori.<\/div>\n<div>Terza tappa della Liturgia del Venerd\u00ec santo \u00e8 l\u0092adorazione della Croce. Innanzitutto essa viene svelata e poi ciascuno si avvicina per un gesto di adorazione. Come non commuoversi dinnanzi alla Croce, icona dell\u0092amore di Dio per l\u0092uomo, e baciare quelle piaghe, grazie alle quali siamo stati redenti! \u00c8 significativo che nel giorno del Venerd\u00ec santo si faccia la colletta per la Chiesa di Gerusalemme: mi ritornano in mente le parole di Paolo: Ricordatevi della Chiesa di Gerusalemme. L\u0092ultimo momento \u00e8 quello della comunione sacramentale. Dall\u0092altare della Reposizione il parroco porta il santissimo Sacramento per la Comunione eucaristica all\u0092altare dove si sta celebrando. Come dicevo prima, l\u0092altare della Reposizione lega la celebrazione del gioved\u00ec a quella del venerd\u00ec, e dopo la comunione, se dovessero avanzare ancora particole consacrate, si conservano in privato, non certo all\u0092altare della Reposizione che, invece, rimane spento, senza luci n\u00e9 candele. Il mio parroco ha dovuto lottare con l\u0092abitudine del sacrista che dopo la celebrazione della Croce riaccendeva tutte le candele e le luci perch\u00e9 la gente potesse ancora guardare e, nel caso, mettere un\u0092offerta nel cestino, ritirando un santino raffigurante Ges\u00f9 morto. La Celebrazione della Passione del Signore termina con una preghiera sul popolo e con un gesto unico: la genuflessione alla Croce. Dal Venerd\u00ec santo fino alla Veglia l\u0092attenzione \u00e8 focalizzata su di essa e ciascuno, entrando o uscendo dalla chiesa, \u00e8 invitato a fare la genuflessione alla Croce.<\/div>\n<div>Terzo appuntamento della grande Liturgia del Triduo \u00e8 la Veglia pasquale. Da antichissima tradizione la Chiesa non celebra la Messa n\u00e9 il venerd\u00ec n\u00e9 il sabato santo e la comunione pu\u00f2 essere portata agli ammalati solo come \u0093viatico\u0094.<\/div>\n<div>Libero dal lavoro, il sabato, di buon mattino, vado in chiesa per aiutare a risistemare le statue della processione della sera del Venerd\u00ec santo e per togliere \u0093la polvere della morte\u0094 perch\u00e9 possa fiorire il profumo della Resurrezione. Entrando in chiesa la sera del Gioved\u00ec santo si sente un profumo di pane: il pane che il parroco dona a fine celebrazione alle persone a cui ha lavato i piedi perch\u00e9 possano condividerlo con gli altri; ma anche il pane che \u00e8 l\u0092Eucarestia.<\/div>\n<div>Il sabato sera gli occhi sono attratti dalla Croce illuminata, le ginocchia si piegano per la genuflessione e l\u0092olfatto \u00e8 raggiunto dalla fragranza delle fresie e delle viole a ciocca. Fuori la chiesa, in uno spazio del sagrato poco illuminato, arde il fuoco: da l\u00ec inizia la celebrazione della Veglia, che \u00e8 un itinerario di fede in quattro momenti. Dal fuoco appena benedetto si accende il Cero, dal cero le candele dei ministri, dalle loro le candele di tutti: la fede si trasmette cos\u00ec, di padre in figlio, e il buio lascia il posto alla luce. Inizia poi una breve processione verso la chiesa: qui il Cero viene intronizzato e incensato, e questa prima tappa culmina col il preconio pasquale. Dopo aver cantato l\u0092annuncio pasquale (preconio) si spengono le candele e inizia la liturgia della Parola.<\/div>\n<div>Dalla creazione, in sette tappe (letture), ripercorriamo la storia della salvezza fino a giungere al cuore della Redenzione: il Vangelo della Resurrezione. Come le parole del preconio sono il culmine della prima parte della Celebrazione, cos\u00ec il Vangelo della Resurrezione \u00e8 la realizzazione piena della storia della salvezza. La Redenzione non ci riporta alla condizione dell\u0092uomo prima del peccato, ma \u00e8 Dio a renderci figli nel Figlio: un dono pi\u00f9 grande di quello che ha ricevuto Adamo!<\/div>\n<div>La terza parte della Veglia \u00e8 costituita dalla Liturgia Battesimale.<\/div>\n<div>Trent\u0092anni fa convinsi mia moglie ad aspettare sei mesi per celebrare il Battesimo di mio figlio Antonino, per avere cio\u00e8 l\u0092opportunit\u00e0 di vivere il sacramento nella Notte di Pasqua, mentre i festeggiamenti post-celebrazione furono rimandati alla Domenica in Albis. Da adulto, battezzando mio figlio, ho provato un po\u0092 la gioia che si avvertiva un tempo quando questo sacramento si amministrava nella Veglia delle Veglie \u0096 come scrive sant\u0092Agostino.<\/div>\n<div>Nella Notte di Pasqua, in maniera pi\u00f9 intensa riscopriamo di essere morti all\u0092uomo vecchio e di essere rinati in Cristo come nuove creature. Dopo aver celebrato il Battesimo, il parroco asperge l\u0092assemblea con l\u0092acqua appena benedetta. Si giunge cos\u00ec alla quarta ed ultima parte della Veglia: la liturgia Eucaristica il cui culmine \u00e8 la comunione sacramentale. Mangiando il Corpo di Cristo siamo edificati come Corpo di Cristo e chiamati a vivere nella nostra vita la Pasqua del Signore.<\/div>\n<div>Dopo la celebrazione ci fermiamo sul sagrato per scambiarci gli auguri e, sospinti dal suono delle Campane, torniamo a casa per vivere una liturgia domestica. Anche se oggi i miei figli sono sposati, ci ritroviamo, dopo la veglia, per \u0093aprire\u0094 la pastiera, il casatiello e gustare dopo quaranta giorni di digiuno dai dolci la cioccolata dell\u0092uovo Lindt. Anche se tardi, i miei nipoti, ancora piccoli, rimangono svegli per festeggiare la Pasqua del Signore.<\/div>\n<div>Il giorno dopo, ci ritroviamo in chiesa per celebrare l\u0092Eucarestia del giorno di Pasqua e ritirare la bottiglina di acqua benedetta con la quale benedire la famiglia e la mensa. A sera ritorniamo in parrocchia per il canto del Vespro. Il parroco ci ha spiegato che questo \u00e8 il giorno senza tramonto perch\u00e9 \u00e8 il Giorno di Cristo Signore, e cantare il Vespro \u00e8 prolungare nel tempo la Grazia di Cristo.<\/div>\n<div>Mi sono lasciato prendere e, forse, ho scritto pi\u00f9 di quello che il parroco mi aveva chiesto, ma da pi\u00f9 di quarant\u0092anni vivo senza annoiarmi questa settimana come un rituale che si ripete, anzi sono riuscito a contagiare pure i miei figli: oggi anche loro prendono le ferie nella settimana santa.<\/div>\n<div>Apprestiamoci a vivere pienamente i misteri della nostra salvezza. Vi auguro di sperimentare a Pasqua la Gioia di essere risorti con Cristo.<\/div>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di un padre di famiglia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, con l\u0092avvicinarsi della Settimana santa mi ritornano in mente le parole di Ges\u00f9: Ho desiderato ardentemente di mangiare la Pasqua con voi e sento rivolte a me l\u0092espressione: Andate a preparare la Pasqua. 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