{"id":107756,"date":"2021-11-20T20:30:29","date_gmt":"2021-11-20T19:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/?post_type=wd-interventi-vesc&#038;p=107756"},"modified":"2021-11-22T12:20:08","modified_gmt":"2021-11-22T11:20:08","slug":"omelia-per-lapertura-dellanno-liturgico-pastorale-2021-2022","status":"publish","type":"wd-interventi-vesc","link":"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wd-interventi-vesc\/omelia-per-lapertura-dellanno-liturgico-pastorale-2021-2022\/","title":{"rendered":"Omelia per l\u2019apertura dell\u2019anno liturgico-pastorale 2021-2022"},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":0,"template":"","tags":[],"wd-tipo-interventi-vesc":[316],"class_list":["post-107756","wd-interventi-vesc","type-wd-interventi-vesc","status-publish","hentry","wd-tipo-interventi-vesc-omelia"],"better_featured_image":null,"acf":{"noah_sottotitolo_intervento_vescovo":"","noah_tipo_intervento":316,"noah_data_intervento_vescovo":"20211120","noah_autore_intervento_vescovo":"","noah_testo_intervento_vescovo":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Cattedrale di Sorrento<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>20 novembre 2021<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Solennit\u00e0 di Ges\u00f9 Cristo, Re dell\u2019universo<\/strong><\/p>\r\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong><em>Omelia per l\u2019apertura dell\u2019anno liturgico-pastorale 2021-2022<\/em><\/strong><\/p>\r\n<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cari amici<\/em>,\r\n\r\n<strong><em>il nuovo anno liturgico-pastorale<\/em><\/strong> che stiamo per iniziare ci trova gi\u00e0 in cammino. Siamo infatti ai primi passi della tappa diocesana del Sinodo dei Vescovi, inaugurata in tutte le Chiese particolari del mondo solo un mese fa. Il cammino sinodale poi proseguir\u00e0 per le Chiese che sono in Italia nei prossimi anni fino al Giubileo del 2025. Dunque non siamo fermi. Il tempo duro e incerto della pandemia, che pure ha contrassegnato fortemente anche le nostre comunit\u00e0, ci ha spinti ancor pi\u00f9 a interrogarci. Stiamo imparando ad accettare le numerose sfide che ogni giorno richiedono uno sguardo nuovo e fiducioso, attento alle esigenze degli uomini e delle donne con cui condividiamo fatiche e speranze. Eppure non baster\u00e0 camminare e neppure correre, se lo faremo da soli. Occorre camminare insieme, acquisendo uno stile umile e gioioso, paziente e collaborativo, mai rigido o autoreferenziale. Dobbiamo ritrovare il gusto del farci compagni di strada, sapendo accogliere ogni persona e stando attenti a non escludere nessuno. Diventa pertanto indispensabile metterci <strong><em>in ascolto di tutti<\/em><\/strong>, per riconoscere in ogni fratello e in ogni sorella la voce del Signore, che continuamente ci parla e ci indica nuove vie da percorrere.\r\n\r\nIl drammatico interrogatorio condotto da Pilato, al centro di questa liturgia eucaristica che chiude un anno ancora segnato dalle conseguenze della pandemia, trova il suo apice in una sorprendente affermazione di Ges\u00f9: \u201cChiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce\u201d (Gv 18, 37). Sappiamo quanto fosse importante per la fede di Israele l\u2019ascolto. E come non bastasse ripeterne ogni giorno il comando. Era un esercizio di fede, che permetteva di leggere ogni evento alla luce del disegno divino di salvezza, sempre attuale. Ma ora Ges\u00f9 chiede molto di pi\u00f9. Si tratta infatti di ascoltare lui. In lui e solo in lui \u00e8 dato l\u2019accesso all\u2019incontro con la Verit\u00e0, non un\u2019idea o un concetto da conoscere ma una Persona da amare e con la quale riprendere il cammino sulla strada del futuro che neppure conosciamo. <strong><em>Ascoltare Ges\u00f9<\/em><\/strong> significher\u00e0 dunque anche per noi disporci all\u2019ascolto sincero e accogliente di chi ci sta accanto, del fratello e della sorella che condividono con noi l\u2019esperienza della fede, del non praticante e di chi si \u00e8 allontanato dalla comunit\u00e0, di chi si mostra indifferente o addirittura ostile alla proposta cristiana. Dobbiamo confessarlo: ci spaventa un po\u2019 questa richiesta, ci mette in imbarazzo, ci smuove dalle nostre stanche e ripetitive abitudini. Ma non c\u2019\u00e8 altra via per appartenere a Cristo! Solo cos\u00ec ascoltiamo la sua voce e diventiamo suoi discepoli.\r\n\r\nPilato interroga Ges\u00f9, ma non lo ascolta. \u00c8 infastidito per quanto sta accadendo e vorrebbe risolvere il problema al pi\u00f9 presto. Colui che ha davanti non gli interessa se non per trovare una soluzione rapida, senza lasciarsi toccare dentro. \u00c8 questo il senso della prima domanda che pone all\u2019imputato: \u201cSei tu il re dei Giudei?\u201d (Gv 18, 33). Non si accosta all\u2019altro con il desiderio di conoscere, di capire, di accogliere chi ha davanti a s\u00e9. E in questo modo si chiude all\u2019ascolto. Ges\u00f9 glielo fa notare con una controdomanda, secondo il suo stile: \u201cDici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?\u201d (Gv 18, 34). Come si pu\u00f2 presumere di afferrare il mistero che ogni persona porta con s\u00e9 se non la si avvicina con rispetto, in piena libert\u00e0 e senza schemi preconfezionati? Un rischio grande, che possiamo correre tutti ogni qualvolta entriamo in una relazione gi\u00e0 con le nostre convinzioni. <u>L\u2019ascolto<\/u> invece <u>genera meraviglia e stupore<\/u>, perch\u00e9 l\u2019altro nella sua diversit\u00e0 \u00e8 sempre un dono che mi arricchisce!\r\n\r\nL\u2019imbarazzo e l\u2019incomprensione segnano la reazione di Pilato. Non si \u00e8 coinvolto e non vuole farsi trascinare in un dialogo che chiami in causa la sua persona. \u00c8 profondamente chiuso all\u2019ascolto. Perci\u00f2, come spesso accade, sposta l\u2019attenzione sugli altri e sui capi d\u2019accusa: \u201cSono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?\u201d (Gv 18, 35). Questa mossa apparentemente abile in realt\u00e0 mostra tutta la sua debolezza. Colui che ha il potere e fa tremare \u00e8 condizionato dalla paura, mantiene la distanza, non vuole prendere posizione. E Ges\u00f9, che continua a offrirgli la possibilit\u00e0 di un\u2019apertura alla novit\u00e0 che ha sotto gli occhi, si spinge oltre nella comunicazione del mistero che rappresenta e che pu\u00f2 essere compreso solo entrando in una logica differente dalla propria: \u201cIl mio regno non \u00e8 di questo mondo\u2026 il mio regno non \u00e8 di quaggi\u00f9\u201d (Gv 18, 36). Ascoltare l\u2019altro comporta lo sforzo grande, per nulla scontato, di lasciare da parte il proprio angolo di visuale per entrare in una prospettiva nuova, il pi\u00f9 delle volte molto diversa e persino impensabile, quasi inaccettabile. Ma si cresce solo se <u>si cammina insieme verso la Verit\u00e0<\/u>!\r\n\r\nOra Pilato vuole chiudere in fretta l\u2019interrogatorio. Essendosi preclusa la via dell\u2019incontro, non gli resta che riportare tutto dentro la sua logica, quella del potere che annulla l\u2019originalit\u00e0 delle persone ed \u00e8 pronto a emanare un verdetto di morte, con l\u2019esclusione dell\u2019altro. \u201cDunque tu sei re?\u201d (Gv 18, 37). Quando non ci si vuole far coinvolgere e si teme di restare compromessi in qualcosa che non sappiamo dove ci porter\u00e0, diventiamo sbrigativi, cerchiamo subito la conclusione, anche se a scapito dell\u2019autenticit\u00e0 del rapporto. Ges\u00f9 non ci sta. Continua a insistere nel tentativo di un dialogo aperto, sincero, libero. Addirittura riconosce nelle parole di Pilato, ben al di l\u00e0 delle sue intenzioni, un barlume di quella verit\u00e0 che lui \u00e8 pronto a rivelare: \u201cTu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo, per dare testimonianza alla verit\u00e0\u201d (Gv 18, 37). Possiamo trovarci come Pilato davanti alla verit\u00e0 e ignorarla, addirittura escluderla e combatterla. Solo l\u2019ascolto umile e fiducioso ci consente di uscire da noi stessi e di accostarci all\u2019altro con il mistero che porta in s\u00e9. Attraverso l\u2019esercizio dell\u2019ascolto maturiamo insieme, ci apriamo a orizzonti nuovi, ci inoltriamo in quel <u>cammino che ci rende tutti discepoli dell\u2019unico Maestro<\/u>: \u201cChiunque \u00e8 dalla verit\u00e0, ascolta la mia voce\u201d!\r\n\r\n<em>Carissimi fratelli e sorelle<\/em>,\r\n\r\nil cammino sinodale muove i primi passi in questa forma nuova e coinvolgente fortemente voluta da Papa Francesco. Una vera e propria rivoluzione, che per\u00f2 non stravolge le fondamenta della Chiesa. Anzi consente a tutto il popolo dei battezzati di riscoprire la propria vocazione e di crescere nell\u2019assunzione della responsabilit\u00e0 specifica di ciascuno. Siamo tutti radicati in Cristo e non possiamo delegare solo ad alcuni quanto invece riguarda tutta la comunit\u00e0 ecclesiale. Questo tempo di ascolto che abbiamo davanti ci mette decisamente <strong><em>in stato di missione<\/em><\/strong>. Nessuno si lavi le mani come Pilato. Nessuno pensi: ci sono i preti e i loro collaboratori pi\u00f9 stretti, la cosa non mi tocca. Riusciremo a far sentire a ogni battezzato la chiamata altissima che viene da Dio e che richiede a ciascuno dei suoi figli di offrire il proprio contributo per l\u2019edificazione della casa comune? Ges\u00f9 Cristo \u201cha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre\u201d (Ap 1, 6): le parole dell\u2019Apocalisse sono risuonate in questa assemblea liturgica come un forte incoraggiamento ad alzarci in piedi per seguire il Risorto, mettendoci tutti insieme in cammino sulle strade del mondo.\r\n\r\nEccoci dunque a vivere il passaggio da un anno liturgico all\u2019altro con speranza. I problemi non mancano, \u00e8 vero: le nostre comunit\u00e0 risentono ora pi\u00f9 che mai del contesto sociale che ci appesantisce con le sue ambiguit\u00e0 e ci condiziona pi\u00f9 di quanto ne siamo consapevoli. Come allora vincere la tentazione subdola della mediocrit\u00e0, che pu\u00f2 generare sfiducia, pessimismo, chiusura a ogni tentativo di novit\u00e0? Mettiamoci tutti in ascolto, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo. Lasciamoci guidare dallo Spirito, nella certezza che la sua voce ci giunge attraverso quella dei fratelli e delle sorelle che camminano con noi ogni giorno. Impariamo a prendere sul serio quanto hanno da dirci, con le loro parole e i loro silenzi, con i desideri manifesti e le ferite nascoste. \u00c8 questo il primo indispensabile passo perch\u00e9 <strong><em>la sinodalit\u00e0<\/em><\/strong> diventi lo <strong><em>stile della Chiesa<\/em>!<\/strong>\r\n\r\nAscoltiamo in modo speciale i giovani, che sono diventati i nuovi poveri nella societ\u00e0 e nella Chiesa. Privati del futuro e della speranza, spesso ignari della vocazione che li abilita a grandi cose. Forse, come \u00e8 stato di recente notato, anche noi comunit\u00e0 cristiane e pastori abbiamo smarrito il loro indirizzo, non sappiamo pi\u00f9 dove abitano, ignoriamo il loro linguaggio. Avviciniamoci pertanto al loro mondo e facciamoci aiutare da loro stessi per capirne le esigenze, le attese, i desideri, i sogni.\r\n\r\n<strong><em>Giovani<\/em><\/strong> che vivete nei nostri territori, tante volte vi passiamo accanto senza nemmeno domandarci chi siete e cosa vi spinge a guardare altrove. Vorremmo metterci in ascolto di ognuno di voi, per essere aiutati da voi a guardare lontano con fiducia. <strong><em>Non abbiate paura<\/em><\/strong> di dirci quello che pensate, ci\u00f2 che non vi piace e non vi convince. Se ci permetterete di entrare nel vostro mondo scopriremo con voi che anche l\u00ec lo Spirito ci ha preceduti. Come Pietro in casa di Cornelio, sperimenteremo insieme una nuova Pentecoste, se ubbidiremo alla sua voce che continua a ripeterci con insistenza:\r\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u201c\u00e0lzati, scendi e va\u2019 con loro\u201d! (At 10, 20)<\/strong><\/p>\r\n<strong>\u00a0<\/strong>AMEN!","noah_ordine_visualizzazione":"tva","noah_tipo_video":"url","noah_url_video":"","noah_code_video":"","noah_file_video":null,"noah_tipo_audio":"url","noah_url_audio":"","noah_code_audio":"","noah_file_audio":null,"noah_pdf":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Omelia per l\u2019apertura dell\u2019anno liturgico-pastorale 2021-2022 - OLD Arcidiocesi di Sorrento - Castellammare di Stabia<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"noindex, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Omelia per l\u2019apertura dell\u2019anno liturgico-pastorale 2021-2022 - OLD Arcidiocesi di Sorrento - Castellammare di Stabia\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.diocesisorrentocmare.it\/oldsite\/wd-interventi-vesc\/omelia-per-lapertura-dellanno-liturgico-pastorale-2021-2022\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"OLD Arcidiocesi di Sorrento - 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