Fatima, terzo giorno: tra Batalha e Nazarè, i pellegrini vivono le tradizioni del posto

Un viaggio nelle zone limitrofe di Fatima. Ecco cosa hanno vissuto i pellegrini durante la domenica. La messa internazionale ha aperto la giornata. Il santuario ha accolto una grande moltitudine di pellegrini che con spirito di preghiera hanno vissuto il momento partecipando alla celebrazione eucaristica. A seguire non poteva mancare il tradizionale saluto alla Nostra Signora di Fatima con lo sventolio di fazzoletti bianchi.
 
Un pomeriggio intenso, pieno di caldo ma anche pieno di condivisione e gioia. A partire dalle tre, i pellegrini hanno raggiunto Batalha, un piccolo comune portoghese di 15 mila abitanti situato nel distretto di Leiria. Per adempiere a un voto da lui fatto prima della battaglia, Giovanni I del Portogallo iniziò, 1386, la costruzione del Monastero de Santa Maria da Vitoria che rende celebre la città per il suo significato nella storia del Portogallo. Un complesso architettonico pieno di storia, arte e spiritualità che rende il luogo di Batalha degno di essere visitato e che affascina i tanti turisti e pellegrini che hanno voglia di conoscere le zone circostanti a Fatima. Come, del resto, di quando si parla di Nazarè. In origine un antico villaggio di pescatori e che diviene una celebre meta turistica grazie alla sua posizione favorevole: metà strada tra l´oceano e il clima di collina.
 
I pellegrini hanno vissuto una giornata intensa. Non hanno perso l´attenzione e sempre pronti a sorridere e a rimanere affascinati da così tante meraviglie, in località piccole ed essenziali.
 
“Il pellegrinaggio a Fatima, sognato e voluto già da diversi mesi – commenta Imma Cosenza, responsabile Opera Diocesana Pellegrinaggi – Organizzativamente parlando siamo riusciti nel nostro intento senza tralasciare nulla. La nostra opera ha un cuore mariano, questo voglio gridarlo forte, e soprattutto quando siamo presenti nei santuari mariani non lasciamo nulla al caso ma lo viviamo nei minimi particolari”.