Mons. Alfano: Ascoltate Gesù, siate suoi amici

Domenica 2 aprile ci presenta un passo del vangelo di Giovanni:
 
In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [ Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».
All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».
Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. ] Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.
Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
 
Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:
 
Ultima tappa del nostro cammino quaresimale prima di entrare nella settimana santa che ci farà celebrare la Pasqua della morte e resurrezione di Gesù. Lazzaro anticipa e prepara nella vita dei discepoli che l’hanno seguito e nel nostro cammino, il grande evento. Lazzaro, l’amico del Signore. A nulla è valsa l’accorato appello delle sorelle “Signore vieni, il tuo amico è malato”, soffre, rischia di morire. Gesù non parte, i discepoli non capiscono, non si rendono conto e dinanzi alle sue parole misteriose, restano turbati. Quando sentono dire che è morto e che egli andrà perché possano aprirsi alla fede, si confondono ancora di più. Tommaso che dichiara “Andiamo anche noi a morire con lui” con un entusiasmo e coraggio che deve caratterizzare anche noi, pur nell’incomprensione e nella fatica di seguire Gesù. Ed ecco Gesù che arriva, raggiunto prima ancora di entrare nel villaggio da Marta, la sorella del morto. Un dialogo intenso, struggente, penetrante, che apre alla fede il dolore della donna raggiunto dalla parola forte del maestro: “Credi? Credi nella vita? Credi nella resurrezione? Io sono la resurrezione e la vita”. E’ la domanda che viene fatta anche a noi, fatta in modo solenne nella grande veglia della notte di Pasqua ma è la domanda che si presenta ogni giorno: Crediamo? Crediamo nel Signore che è la vita anche dinanzi agli ostacoli più grandi? Crediamo che ha vinto la morte , quella del peccato, quella che ci tiene separati da Dio e dai fratelli? E Gesù incontra anche la sorella, Maria e in questo incontro ancora commovente si tocca il cuore, si apre l’animo  e Gesù piange. Scoppia in pianto coinvolgendo tutti i presenti che si rendono conto di questo profondo rapporto. Come ci ama il Signore, il suo pianto sulla nostra morte è il pianto di Dio, la sua sofferenza per il male che ci tiene bloccati,che ci impedisce di correre verso la vita ma Gesù è lì, ora, davanti al sepolcro. Prega e ringrazia il Padre e si lascia riempire dalla potenza dell’amore del Padre e grida con la forza che può venire solo da Dio. Grida perché arrivi nel luogo della morte la potenza dello Spirito di Dio. “Lazzaro, vieni fuori”. Sentiamo rivolta a noi questa parola. Non è una parola consolatoria, non è una parola che ci lascia così come ci trova. Ci libera dalle bende, ci apre alla vita, ci risuscita a vita nuova. Prepariamoci alla Pasqua ascoltando Gesù con il dono che sta per farci, la sua vita affinché possiamo essere anche noi sempre suoi amici.