Mons. Alfano: Il Suo regno è Regno di Pace

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Parole forti quelle che ascoltiamo questa volta da Gesù, che presentando la sua missione usa immagini molto particolari; parla del fuoco. Sono venuto a portare, a gettare quasi, il fuoco sulla terra, come vorrei che fosse già acceso. Il fuoco, il fuoco certo fa pensare al giudizio di Dio ma fa pensare ancora di più al dono di Dio allo Spirito di Dio, ed è vero, Gesù è venuto a portare lo Spirito che purifica, che libera, che dà vita e vorrebbe, desidera che questo Spirito raggiunga il mondo intero, tutti gli uomini.

Poi parla dell’acqua del battesimo, ho un battesimo da ricevere, devo essere immerso.

Gesù sarà immerso, nel mare della morte, con il dolore, l’umiliazione, quella morte che lo renderà simile a noi in tutto fino a considerarlo l’ultimo tra i malfattori. La morte di croce il battesimo fa pensare a tutto questo ed è un battesimo quello che Gesù si prepara a vivere come un’immersione nella morte che lo metto in angoscia ha sperimentato, anche questo l’angoscia condividendo le nostre angosce è il Mistero della passione e della morte di Gesù, che risuscitato dal Padre diventa motivo di vita, di speranza e di gioia. Dinanzi a questa missione che è la missione della salvezza, Gesù così è venuto a salutarci: morendo e risorgendo per noi, ci dona lo Spirito aggiunge delle parole incredibili che ci mettono anche un po’ in difficoltà: “crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra?” Certo che lo crediamo Gesù è venuto a portare la pace, il suo Regno è Regno di pace, Gesù porta la riconciliazione, vuole e insegna alla fraternità, il comandamento dell’amore, eppure questa volta egli specifica che è venuto a portare la divisione tra gli uomini. Sembra imbarazzante o dirittura il contrario di quello che è il Vangelo. Gesù sa bene quello che vuol dire. Lui il Principe della pace che inaugura un Regno di giustizia e di pace chiede ai discepoli suoi, di seguirlo fino infondo e seguire Gesù significherà pagare un prezzo alto che a volte è la divisione l’incomprensione e l’ostilità anche tra le persone più vicine, quelle più care persino negli affetti più intimi; fratelli, sorelle, i genitori, gli amici stretti è quello che Gesù racconta è quello che discepoli hanno vissuto fin dall’inizio. Con le persecuzioni non è lui che viene a portare la divisione, ma chi vuole seguire il maestro dovrà sempre essergli fedele anche al prezzo alto del tradimento, dell’incomprensione fino al martirio purché il Vangelo risplenda come luce, salvezza e pace per tutti.