Mons. Alfano: “Viviamo questo Natale senza lamentarci, ma senza chiudere gli occhi”

Un Natale diverso, lo sentiamo ripetete tutti i giorni e ci diciamo la verità. Abbiamo alle spalle mesi difficili ed inimmaginabili, la diversità è data dalla fatica. Non vogliamo appesantire questi giorni di festa, ma non possiamo dimenticare quanto è accaduto. La sofferenza ci ha invaso, l’avvertiamo dinanzi a questa fragilità enorme, eppure non sembra combinarsi bene con gli auguri. 

Tutti siamo in attesa. E’ possibile fare gli auguri in questo clima? Certo, questo Natale diverso ci spinge ad andare più in profondità, ci spinge verso l’essenziale. anche le tradizioni natalizie sono state messe in difficoltà ma forse potremo riscoprire l’essenziale “Chi siamo noi, che cosa comporta per ciascun essere umano vivere insieme agli altri e dare un senso alla fatica di ogni giorni, dinanzi al limite estremo?”

Un augurio natalizio non viene a intristire, ma deve rallegrare, come fu per i pastori nella notte di Natale, la gioia che viene da Dio gli ultimi della terra. Il natale ci rimanda al disegno del creatore che si è concretizzato nella nascita di un bimbo che ci ha mostrato nella sua esistenza terra la prossimità, il farsi uno accanto all’altro.

Camminiamo verso una meta, viviamolo cosi questo Natale: senza lamentarci, ma senza chiudere gli occhi, senza illuderci o appesantirci, apriamo il cuore agli altri, apriamo il cuore a Dio. Viviamo la bellezza dei gesti semplici, siamo attenti a chi è nella sofferenza Non vedremo immediatamente risultati, ma ci avvicineremo di più al mistero della nostra vita, ci avvicineremo a Dio.

Un augurio di Buon Natale, perchè cominci un tempo nuovo nella vita di ciascuno e  con l impegno di tutti, anche nella nostra società e nel nostro mondo, che Dio ama.”

 

 

Mons. Francesco Alfano