9 Gennaio 2026

A Castellammare, nella Parrocchia Maria SS. Annunziata, la riproduzione della Porziuncola

Una novena speciale accompagnati da San Francesco ed altri testimoni di fede

Nella nostra parrocchia SS. Annunziata in C/Mare di Stabia, quest’anno abbiamo vissuto la novena in preparazione al Natale in maniera particolare. Ogni giorno ci siamo lasciati accompagnare da un santo o un testimone della fede per farci mostrare la strada che porta alla vera felicità, alla beatitudine, alla santità.

Partendo da San Nicola da Tolentino, frate agostiniano, noto per la sua vita di carità, penitenza e devozione alle anime del Purgatorio, miracoli e guarigioni; la sua storia è legata a miracoli come quello dei “pani di San Nicola”.

Poi abbiamo riscoperto la vita di Nennolina (Antonietta Meo) una bambina romana, vissuta negli anni Trenta, che affrontò una grave malattia con incredibile fede, serenità e maturità, offrendo la sua sofferenza a Gesù.

Elena Guerra, invece, è passata alla storia come l’apostola dello Spirito Santo, tanto operò per diffonderne la devozione tra sacerdoti e fedeli.

Annalena Tonelli è stata una missionaria laica italiana che ha dedicato la vita ai poveri e ai malati in Kenya e Somalia.

Abbiamo incontrato, poi, Jaches Fesh, giovane viziato che si converte e scrive: “Ho creduto e non capivo più come facevo prima a non credere. La grazia mi ha visitato ed una grande gioia si è impossessata di me e soprattutto una grande pace”. Si è convertito leggendo la vita si Santa Teresa di Lisieux.

«Gesù è il mio unico amore», scriveva Teresa di Lisieux, la sua vita fu segnata da una straordinaria semplicità e da una profonda umiltà. Elaborò una spiritualità originale, fondata su un amore fiducioso e filiale verso Dio. Credeva fermamente che la santità fosse alla portata di tutti, attraverso piccoli gesti quotidiani di amore e abbandono.

I genitori di Santa Teresa di Lisieux sono i Santi Louis Martin (Luigi) e Zélie Guérin (Zelia), una coppia di sposi canonizzati insieme, la prima nella storia della Chiesa. La loro vita testimonia che la santità può essere vissuta quotidianamente nel matrimonio e nella famiglia, attraverso l’amore reciproco, la preghiera e l’accettazione delle difficoltà della vita, come la perdita di tanti figli, vissute con fede.

Ci siamo soffermati su Carlo Acutis, per lui la Santa Messa quotidiana diventa il centro di ogni giornata, l’Eucarestia è l’autostrada per il Cielo e Maria è la scorciatoia più sicura per arrivare a Gesù.

Infine, siamo giunti alla notte di Natale dove il nostro parroco Don Maurizio, aiutato da alcune persone della comunità, ci ha fatto trovare una sorpresa grande; una gioia immensa è scesa in ognuno di noi, una grazia indescrivibile: ha riprodotto la Porziuncola nella nostra chiesa, davanti ha posto la natività e al fianco la statua di San Francesco, nell’anno degli 800 anni dalla morte del Santo. Lui il poverello di Assisi che ha riparato la Porziuncola con i suoi compagni, dopo che davanti al crocifisso di San Damiano sentì una voce: “Va’ e ripara la mia casa”. È lì che San Francesco capisce la sua missione: creare un luogo dove ogni anima possa sentirsi a casa con Dio.

La Porziuncola era piccola, povera e spoglia proprio come le condizioni in cui è nato Nostro Signore. San Francesco voleva che fosse un luogo aperto a tutti senza distinzioni sociali, così come gli angeli a Betlemme andarono a chiamare i pastori, i più lontani, i dimenticati. San Francesco aveva un sogno: mandare tutti in Paradiso gratis, senza dover pagare o fare pellegrinaggi impossibili. La sua richiesta fu accontentata da papa Onorio III e la Porziuncola è diventata la “porta del Cielo” sempre aperta. Il sogno del Santo si è realizzato trasformando un piccolo lembo di terra in un ponte verso l’infinito.

E noi in questo Natale abbiamo potuto gustare la bellezza, la grazia, la dolcezza che provengono da questo luogo santo che è dimora di Dio che è sceso in terra per noi perché, fattosi Bambino, con la sua piccolezza, potesse portarci tutti in Cielo con Lui e con gli angeli e i Santi.

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