Mons. Alfano: “Facciamoci guidare dallo Spirito per essere testimoni fedeli e gioiosi”

Domenica 20 maggio ci presenta un passo del vangelo di Giovanni:

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà»

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Il dono dello Spirito Santo. Gesù l’ha promesso ai discepoli come momento speciale, di comunione che rimane per sempre. Il dono dello Spirito, prima di morire, Gesù ne parla diffusamente e il vangelo ci riporta a questa promessa del Signore, ascoltata e accolta dai discepoli. Faranno poi esperienza della Pentecoste, dell’effusione, della verità dello Spirito. Gesù lo presenta così, come il paraclito, come colui che assiste, che sta affianco, che difende, che protegge. Lo Spirito permetterà ai discepoli di non sentirsi mai soli, non solo perché pieni dell’amore del Padre, perché nutriti della Parola del maestro, perché sarà con loro, li terrà uniti con Dio e tra loro. Lo Spirito gli darà forza, consentirà di compiere scelte coraggiose e fedeli al vangelo. Il paraclito è lo spirito della verità. Gesù ha davanti a se discepoli che, come noi, lo ascoltano, si lasciano toccare il cuore dalle sue parole, ma fanno fatica, non solo a comprenderle, a viverle, ad orientare la propria vita, poggiandola tutta su di esse. “Molte cose ho ancora da dirvi ma per il momento non siete capaci di portarne il peso”. E’ così, c’è un cammino di crescita e questo non ci deve scoraggiare. Cresciamo grazie alla presenza dello Spirito che ci consente non solo di comprendere la parola di Gesù, di far nostro il vangelo, di vederlo nella nostra vita e di orientarci nelle scelte da fare in ogni situazione, anche le più difficili alla luce di questo dono grande che Dio ci fa. Il suo progetto di amore che si compie passo dopo passo. Il dono, dunque, promesso da Gesù è essenziale per la vita del credente, per la missione di tutta la chiesa. La pentecoste che celebriamo nella liturgia, ci rimanda a questo atteggiamento che deve caratterizzare sempre il nostro essere discepoli del Risorto. Invocare il dono dello Spirito ci caratterizzerà ancora di più, lasciarci guidare da esso ci consentirà di essere i testimoni, fedeli, unici, gioiosi del vangelo. Ascoltando la voce che ci parla e con docilità del cuore, lasciandoci guidare passo dopo passo, sulla via della verità e dell’amore, potremo fare esperienza della comunione trinitaria per essere nel mondo, tra i fratelli, ovunque ci troviamo, giorno dopo giorno, strumenti di pace e di verità per tutti.