Mons. Alfano: “Il regno di Dio è l’apertura alla verità”

Domenica 25 novembre ci presenta un passo del vangelo di Giovanni:

In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Su questo passo del Vangelo, ci offre una riflessione, il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano:

Dunque tu sei re.

La domanda che Pilato pone a Gesù è una domanda che racchiude tutti gli interrogativi che i vangeli ci pongono che l’evangelista Giovanni ci presenta nel momento del processo. Pilato e Gesù, Roma e non il potere religioso che gli ebrei identificavano con la presenza di Dio, ma colui che è venuto a superare ogni potere umano. Gesù a sua volta lo interroga. Uomo libero, anche nel momento in cui viene processato e poco dopo condannato: “Lo dici da te o ti hanno detto altri sul mio conto?” Le nostre domande non possono partire dal sentito dire, dalle opinioni comuni, non possiamo avvicinarci al mistero della vita, agli altri e tanto meno a Gesù con superficialità. “Ma cosa hai fatto?” Pilato non capisce, si ferma alle cose. La mentalità sua e tante volte anche la nostra, ci fermiamo alle cose, ai fatti, alle azioni, non andiamo oltre. Non riesce a capire quello che Gesù gli prospetta. Il mio regno non è di questo mondo. In questo mondo i regni sono fatti da potenti, da eserciti, c’è chi difende, chi lotta, chi vince, chi perde. Gesù rimanda ad un modo diverso di stare nella storia. Ma Pilato che tante volte ci rappresenta in tanti momenti della vita, come credenti o anche a volte come Chiesa quando ci lasciamo prendere da quella mondanità terrena e spirituale che ci allontana dal Signore, Pilato è lontano da questa prospettiva e Gesù lo aiuta. “Dunque tu sei Re?” “Certo, io sono Re”. Il mio regno è diverso, il mio regno è l’apertura alla verità. Il mio regno è legato alla verità della vita, alla verità dei rapporti, alla verità di Dio che non è un’ideologia. È un’esperienza concreta che dà senso alla vita di tutti. Chi ascolta la mia parola si apre a questa verità, non dominerà più gli altri, non si sentirà capo di pochi o di molti, si sentirà umile fratello disposto a collaborare. Il regno di Dio è in mezzo a noi nella misura in cui scopriamo la verità di noi stessi nei nostri rapporti e la verità di Dio, che opera in mezzo a noi e ci apre al suo amore.