Pillole di Vangelo con il nostro arcivescovo: domenica 12 ottobre 2014

Domenica 12 ottobre, XXVIII Domenica del Tempo Ordinario, ci presenta un passo del Vangelo secondo Matteo:
 
In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
 
Su questo ci offre un pensiero il nostro arcivescovo, mons. Francesco Alfano: “Per parlare del Regno di Dio Gesù questa volta ci offre l’immagine bella di un banchetto nuziale organizzato dal re per il figlio, ma tutti gli invitati trovano scuse per non partecipare. Allora, il re invia i servi ai crocicchi per invitare tutti quelli che trovano. Così partecipano a questa festa buoni e cattivi. Ma le sorprese non sono finite: il re , girando tra i tavoli, trova uno dei commensali senza la festa adeguata. Per partecipare a questa festa occorre vivere il banchetto nel modo giusto. Non importa che non hai la veste, c’è chi la procurerà per te, secondo l’uso antico: allora, è la domanda al commensale senza la veste, perché non hai accettato il dono fino in fondo? Perché non hai chiesto aiuto per essere messo in condizione, come gli altri, di vivere fino in fondo la gioia di una vita vissuta in pienezza? La domanda resta forte anche per noi. All’invito che Dio ci fa occorre rispondere al di là di ogni nostra possibilità. Sarà Lui, con i suoi doni, a riempirci di gioia”.