Centoquaranta giovanissimi delle Parrocchie dell’Unità Pastorale di Vico Equense si sono messi in cammino sulle strade dell’Umbria per vivere un’esperienza di fede, fraternità e condivisione lungo il Cammino dei Protomartiri Francescani.
A guidare il numeroso gruppo sono stati i sacerdoti don Nello D’Alessio, don Gianluigi Persico, don Mario Cavaliere e don Raffaele Scarpato, insieme ai diaconi Silvio Mascolo e Luigi Candela, suor Agnese e i loro animatori. A rendere ancora più speciale l’esperienza è stato l’incredibile lavoro dello staff, che si è prodigato con entusiasmo e dedizione per provvedere ai pasti di tutti i partecipanti e per mantenere al meglio gli ambienti, garantendo ordine, accoglienza e cura dei luoghi.
Un cammino suggestivo, tracciato nel territorio della diocesi di Terni-Narni-Amelia, che attraversa i luoghi legati alla storia dei primi martiri dell’Ordine francescano: Adiuto, Accursio, Pietro e Ottone, originari proprio di queste terre e tra i primi compagni di san Francesco ad annunciare il Vangelo fino al martirio.
Il percorso, con partenza e arrivo a Terni, ha condotto i giovani attraverso alcuni dei luoghi nei quali san Francesco svolse la sua opera di predicazione, lasciando un segno profondo e ancora oggi visibile nella spiritualità e nella devozione delle comunità locali. Le tappe hanno toccato Stroncone, Calvi dell’Umbria, Narni e San Gemini, prima del rientro a Terni e della conclusione presso il Santuario Antoniano dei Protomartiri Francescani.
La presenza di un gruppo così numeroso ha rappresentato una vera sfida organizzativa, soprattutto perché il Cammino dei Protomartiri Francescani non è ancora abitualmente frequentato da gruppi di queste dimensioni e, di conseguenza, non dispone sempre di strutture attrezzate per accogliere tanti pellegrini contemporaneamente.
Nonostante le difficoltà, l’accoglienza ricevuta è stata particolarmente calorosa. I giovani sono stati accolti dai frati francescani dei diversi conventi della zona e dalle comunità locali, trovando disponibilità e attenzione in ogni tappa.
Un ringraziamento particolare va ai sindaci di Calvi dell’Umbria e di San Gemini, che hanno messo a disposizione i palazzetti dello sport per consentire ai ragazzi di dormire a terra e hanno offerto anche la possibilità di utilizzare le piscine comunali, permettendo ai giovani di concedersi un momento di ristoro, un tuffo e una doccia dopo le faticose giornate di cammino.
Il percorso ad anello si è rivelato impegnativo. Le numerose salite e discese, affrontate tra i piccoli paesi arroccati sulle verdi colline umbre, hanno messo alla prova le gambe e la resistenza dei partecipanti.
Ma la fatica è stata anche l’occasione per sperimentare concretamente la bellezza dello stare insieme.
Passo dopo passo, i ragazzi hanno condiviso stanchezza, sorrisi, difficoltà, momenti di preghiera e tanta amicizia. Le giornate sono state accompagnate dalle riflessioni e dalle provocazioni proposte da don Nello e dagli altri sacerdoti, che hanno aiutato i giovani a trasformare il semplice camminare in un vero percorso interiore.
Un’esperienza che non ha nascosto le sue difficoltà. I partecipanti hanno dovuto fare i conti con la stanchezza, con le esigenze logistiche e anche con situazioni non semplici: in alcune tappe, ad esempio, c’era un solo bagno a disposizione per tutti.
Eppure, proprio queste difficoltà hanno contribuito a rendere il cammino ancora più autentico. Perché un pellegrinaggio non è soltanto arrivare alla meta, ma imparare a camminare insieme, aiutarsi, avere pazienza e condividere anche ciò che costa fatica.
A conclusione del cammino, il gruppo è rientrato a Terni, dove presso il Santuario Antoniano dei Protomartiri Francescani è stata celebrata la Santa Messa conclusiva.
La celebrazione è stata celebrata da Ron Raffaele e concelebrata dai sacerdoti e diaconi di Vico ed accompagnati da don Fabrizio Bagnara di Narni e dall’amministratore diocesano della diocesi di Terni-Narni-Amelia, rimasti particolarmente sorpresi dalla grande partecipazione e dalla gioia manifestata dai giovani.
Al termine, nei volti dei ragazzi si leggevano chiaramente i segni della stanchezza, ma ancora più forte era la soddisfazione per aver portato a termine un’esperienza intensa e significativa.
Il Cammino dei Protomartiri Francescani lascia così un ricordo che va oltre i chilometri percorsi. È stato un viaggio nella storia del francescanesimo, ma soprattutto un’esperienza di comunità, un’occasione per riscoprire la fede attraverso la strada, la fatica e l’incontro con l’altro.
Un grazie sentito va a tutti i 140 partecipanti, ai loro animatori, ai sacerdoti e ai diaconi che li hanno accompagnati, ai frati francescani e alle comunità incontrate lungo il percorso, nonché ai sindaci e alle amministrazioni comunali di Calvi dell’Umbria e San Gemini, per la piena disponibilità e la calorosa accoglienza dimostrata.
Un cammino difficile, certamente. Ma proprio per questo ancora più bello: perché alla fine, ad accompagnare il ritorno a casa, non c’erano soltanto i ricordi della fatica, ma la consapevolezza di aver vissuto insieme qualcosa di importante.
di Enrico Di Palma
