Sabato 9 maggio, i Ministri Straordinari della Comunione della nostra Diocesi hanno vissuto un intenso pellegrinaggio a Cimitile, accompagnati dal Vescovo, in una giornata segnata dalla preghiera, dalla fraternità e dalla riscoperta delle radici della fede.
Il cammino ha condotto i partecipanti nel cuore di uno dei luoghi più antichi e significativi della cristianità campana: le Basiliche paleocristiane di Cimitile, nate attorno alla tomba di San Felice, il santo cantato da San Paolino e testimone di una fede capace di attraversare i secoli. Camminare tra quelle mura antiche, tra mosaici, silenzi e pietre consumate dalla preghiera di generazioni di credenti, è stato come sostare dentro la memoria viva della Chiesa.
I Ministri Straordinari dell’Eucaristia, insieme ai loro familiari, hanno condiviso momenti di ascolto, meditazione e visita guidata, lasciandosi interrogare dalla testimonianza dei primi cristiani. Una Chiesa povera, essenziale, raccolta attorno all’Eucaristia e alla carità, ma capace di parlare ancora oggi al cuore dell’uomo contemporaneo.
Particolarmente intenso è stato il momento di preghiera presso la tomba di Monsignor Cece, vissuto insieme ai suoi familiari. In quel raccoglimento semplice e profondo, si è voluto affidare al Signore il ricordo grato di un pastore che ha segnato il cammino di tanti, custodendo nella memoria il dono della sua vita e del suo ministero.
La celebrazione eucaristica, vissuta insieme al Vescovo, ha rappresentato il cuore della giornata. Attorno all’altare, i Ministri Straordinari hanno rinnovato il senso del loro servizio: portare l’Eucaristia agli ammalati, agli anziani, a chi è ferito o impossibilitato a partecipare alla comunità, significa diventare segno di una Chiesa che non dimentica nessuno e che continua a camminare accanto alle fragilità della vita.
Il pellegrinaggio a Cimitile è diventato così immagine concreta di una Chiesa in cammino: una Chiesa che custodisce le proprie radici senza restare ferma, che guarda ai santi e ai testimoni del passato per trovare luce nel presente, che si ritrova attorno all’Eucaristia per imparare ogni giorno lo stile del servizio, della vicinanza e della comunione.
Tra le antiche basiliche e le tombe dei testimoni della fede, i partecipanti hanno percepito ancora una volta che il Vangelo continua a vivere quando uomini e donne, nel silenzio dei gesti quotidiani, scelgono di farsi pane spezzato per gli altri.








