Il Racconto dei volontari
4 agosto 2026
Mentre nelle sale italiane é uscito l’ultimo film di Nolan, uno sparuto gruppo di giovani è partito per scrivere un’altra storia negli annuali. Una storia diretta non da un regista di cinema, ma da un “Regista divino”.
Accompagnati da Suor Elisa Schiavo dell’Istituto delle Suore Alcantarine e da Suor Janeth Castro dell’Istituto delle Suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea, i ragazzi del progetto Missio Giovani e della Diocesi di Castellammare-Sorrento sono partiti per una missione umanitaria in Africa.
Valigie piene di doni
La proposta, lanciata in diocesi da Don Antonio d’Urso non è delle più comuni: trascorrere il periodo di stacco dallo studio e dal lavoro al servizio degli altri.
Le valigie sono state preparate con cura: medicinali, cartoleria, generi alimentari. Tutto acquistato e donato grazie alla generosità di amici e parenti che hanno accompagnato i giovani missionari con preghiere e sostegno concreto.
Le motivazioni di una partenza
Le ragioni di questa “odissea” sono tante e diverse: c’è chi cerca autenticità, chi vuole tornare con più consapevolezza in Africa dopo le esperienze fatte a Kawe (in Tanzania) o a Bikop (in Camerun), chi desidera mettere in pratica negli ambiti assistenziale, pedagogico e sanitario ciò che sta studiando, e chi vuole finalmente realizzare un sogno custodito da tempo.
La partenza non è stata semplice, ma le difficoltà, si sa, uniscono e preparano il cuore a ciò che cambia la vita.
Il viaggio
La sveglia è scattata all’alba. Tra una frittata di pasta preparata dalle nonne per alcuni e un viaggio già iniziato il giorno prima per altri, alle ore 11 del 4 agosto tutti si sono ritrovati all’aeroporto di Fiumicino.
Per molti è stato il primo incontro. A fare da collante subito l’assenza di pregiudizi, la curiosità reciproca e un fine comune.
Per alcuni quello per l’Africa è il primo volo intercontinentale, per altri è un ritorno, per altri ancora una promessa mantenuta.
Dopo circa 10 ore di volo e lo scalo al Cairo, dove tra una partita a carte e uno spuntino si è iniziato a percepire il gusto di essere “minoranza” in una cultura diversa, il gruppo è atterrato in Tanzania.
Non sono mancati gli imprevisti: visti da completare e ruote di valigie perse nei trasferimenti. Ma grazie alla collaborazione di tutti, ogni cosa si è risolta.
Arrivo a Zenethi: “Benvenuti a casa”
Ad attenderli in aeroporto un gruppo di suore e Michele Vanacore giovane della diocesi già in missione. Madre Anastasìa, Suor Caritas e Suor Ruth hanno compiuto due ore di viaggio per accoglierli e hanno disposto una colazione abbondante nella loro casa di Kawe.
Ospitati con il calore tipico delle opere di misericordia, i missionari hanno visitato la casa, ordinata e piena di bambini festanti, prima di affrontare le successive ore di pullman.
Il mezzo, carico più di valigie che di persone, ha attraversato per ore il sinuoso paesaggio collinare della Tanzania. Dai finestrini i giovani hanno iniziato a respirare l’Africa: il rosso della terra, il verde della vegetazione, i colori dei mercati, le donne con i bambini legati sulla schiena. E soprattutto volti schietti, la condivisione del poco, la fiducia reciproca.
Sette ore di strada, con soste per i controlli e per le cadute delle taniche d’acqua legate in cima al pulmino. Per dissetarsi, l’autista ha sostato per bere del latte di cocco direttamente dalla noce e gli italiani hanno assaporato il liquido zuccherino della canna da zucchero: sapore nuovo per i denti deboli degli occidentali.
A casa
Dopo quasi 34 ore complessive di viaggio, il gruppo è giunto a destinazione. Ad accoglierlo i balli festosi delle postulanti delle Suore dell’Immacolata Concezione, che da gennaio si preparavano a questo arrivo.
Madre Anastasìa ha consegnato a Suor Janeth e Suor Elisa le forbici per il taglio del nastro: è iniziata ufficialmente la vita della comunità missionaria a Zenethi.
Sulle porte delle stanze la scritta “Karibuni” = Benvenuti. Sui letti piccoli pensieri. In cucina pasti abbondanti. Alla sera canti e condivisione.
Da oggi fino al 21 agosto questa sarà la casa di Sr. Janeth, Sr. Elisa, Beatrice, Bianca, Chiara, Daniela, Elvira, Gabriele, Ilaria, Miriam, Nadia, Rossana, Teresa.
Il viaggio fisico è terminato. Quello del cuore inizia ora.
Al prossimo articolo, con le prime testimonianze dalla missione.


