Un momento di grazia, di luce, di preghiera, di ascolto, di tenerezza, di riflessione, di vero incontro è stato quello della preghiera ecumenica che abbiamo vissuto giovedì 22 gennaio c.a. a Vico Equense, nel contesto della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026.
Erano presenti il nostro arcivescovo, Mons. Francesco Alfano, la pastora valdese Letizia Tomassone, la maggiore dell’Esercito della Salvezza Lidia Bruno, il presbitero ortodosso padre Michele Povaliaiev.
Nella cornice della chiesa dei santi martiri dei primi secoli Ciro e Giovanni, nell’atmosfera anche della preparazione alla festa patronale, abbiamo vissuto, come apertura della novena questo momento intenso di preghiera che ha fatto veramente bene al cuore dei tanti presenti: lo si percepiva dalla partecipazione attenta dell’assemblea, dal coro che con professionalità ha accompagnato i vari momenti, lo si leggeva negli occhi dei fedeli che brillavano mentre avevano tra le mani la candela accesa, segno della comune fede, una luce che è stata portata prima della recita del Credo dai quattro celebranti a tutta l’assemblea, e traspariva nel volto delle persone al termine dell’incontro.
Il tema di quest’anno, ispirato alla Lettera agli Efesini, richiamava con forza il fondamento della fede cristiana “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”: questo versetto, insieme al Vangelo proclamato (Gv 12, 31-36 “quando sarò innalzato da terra, attirerò a me tutti gli uomini … ancora per poco la luce è fra voi. Camminate finché avete la luce … mentre avete la luce, credete nella luce! Così sarete veramente figli della luce”) è diventato invito concreto a vivere nella concretezza l’unità, anelito di tutta l’umanità e non solo dei cristiani.
Al momento del sermone/omelia il primo a prendere la parola è stato padre Michele del patriarcato russo di Napoli, il quale ha sottolineato l’importanza della Scrittura, del Vangelo, da leggere ogni giorno, affinché Gesù, che è la luce, possa risplendere e rischiarare il cammino di ogni cristiano.
La pastora Valdese ha sottolineato che in un mondo difficile e violento è necessario riporre ogni giorno la nostra fiducia in Dio, e alla domanda che un po’ tutti noi ci poniamo “Quando Dio farà giustizia?” la risposta che dobbiamo darci e ripeterci è questa: “Continua a dare la tua testimonianza di fede, di fiducia e di affidamento in Gesù che è la nostra luce, nel buio, nella difficoltà, nelle necessità”.
La maggiore dell’Esercito della Salvezza, Lidia Bruno, con tanta affabilità ha iniziato affermando che la presenza di ognuno di noi sta a significare che amiamo il Signore e che lo abbiamo messo al primo posto, e poi, richiamandosi alla Parola, ha sottolineato l’importanza di camminare in modo degno del Vangelo che abbiamo ricevuto, che vuol dire essere degni della vocazione che abbiamo ricevuto affinché la nostra opera renda gloria a Dio.
Infine il nostro arcivescovo ha iniziato il suo intervento dicendo che la Parola spezzata da tante voci ci fa entrare sempre più nella Parola, proprio perché siamo diversi ma insieme camminiamo dietro a Cristo che è la luce che ci fa attraversare le tenebre. È lo Spirito che, invocato, ci fa accogliere Gesù, luce e salvezza, il quale non ci toglie la croce ma ce la fa portare da salvati. Don Franco, concludendo, ci ha esortati a camminare insieme, perché più camminiamo insieme più annunciamo Gesù e affrettiamo il giorno della sua venuta, quando ci ritroveremo tutti in Lui e con Lui.
Posso affermare che in questa preghiera abbiamo assaporato la fraternità tra le diverse confessioni cristiane, nell’ascolto reciproco e nella gioia dell’incontro che poi è continuato anche fuori la chiesa con una cena conviviale che ancora di più ci ha fatto riscoprire fratelli nella fede e nella concretezza delle nostre umanità.
Don Raffaele Scarpato




















