Roma, Collegio Capranica
27 maggio 2026 Ore 22.00
Domani mattina si conclude l’assemblea dei vescovi italiani, che abbiamo tenuto qui a Roma da lunedì scorso. Sarà Papa Leone a raccogliere i frutti del nostro lavoro e a confermarci nel cammino sinodale, i cui risultati abbiamo esaminato e discusso in questi intensi giorni di ascolto e confronto.
Le nostre Chiese locali hanno già tra le mani il documento sinodale, approvato dai circa mille delegati diocesani nello scorso ottobre. Il tempo della recezione dopo i quattro anni di cammino condiviso, è finalmente iniziato. Come vescovi non abbiamo fatto mancare il nostro contributo specifico: a noi spetta infatti il discernimento e l’accompagnamento dei tanti percorsi avviati nelle nostre realtà diocesane. Sono stati giorni, ancora una volta, molto fruttuosi. Abbiano offerto alle nostre comunità alcune “Linee di orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”. In esse proponiamo quattro priorità, da condividere come punto di partenza accanto a quelle individuate in ciascuna diocesi.
Riguardano prima la trasmissione della fede, con particolare attenzione all’Iniziazione cristiana: il primato dell’evangelizzazione in chiave missionaria va riscoperto e ripensato, nel contesto dei rapidi cambiamenti sociali e culturali in corso.
Poi i Consigli pastorali, come luogo di discernimento e di esperienza concreta di sinodalità, nella consapevolezza che sia necessario e urgente crescere tutti nella “corresponsabilità differenziata”.
Ancora la trasparenza e la rendicontazione, nel campo economico e amministrativo, fino a quello pastorale ed ecclesiale.
Infine la revisione dello Statuto e del Regolamento della CEI, da ripensare in relazione al rinnovamento delle strutture ecclesiali a livello diocesano.
Esperienze e buone pratiche sono state condivise tra noi: c’è fermento in molte comunità, mentre alcune fanno più fatica a incamminarsi. Tutti noi pastori però abbiamo manifestato la ferma volontà di rendere più agevole il cammino in ogni diocesi: risponderemo così alla voce dello Spirito, che abbiamo provato ad ascoltare e discernere in questo tempo di grazia.
Ora non possiamo fermarci né guardare indietro con nostalgia. Oggi ci viene chiesto di annunciare in forme nuove, con linguaggi adatti ai nostri contemporanei, la gioia del Vangelo e la speranza che abita in ognuno di noi. E’ l’incontro con il Risorto a guidarci nel seguire vie nuove, perché sia data a tutti la possibilità di riscoprire la bellezza del dono ricevuto da Dio: siamo la sua “Magnifica humanitas”!
