Un cammino di riflessione, testimonianza e condivisione che ha saputo coinvolgere l’intera comunità. Si è concluso il percorso di catechesi itineranti per adulti “E Pace sia“, promosso dall’Unità Pastorale di Pimonte e svoltosi nei quattro lunedì di giugno. Un’iniziativa che ha portato la Chiesa fuori dagli spazi tradizionali, scegliendo come luoghi degli incontri ristoranti e strutture ricettive del territorio, segno concreto di una comunità che incontra le persone anche nei luoghi della vita quotidiana.
Il primo appuntamento, ospitato dall’Hotel degli Ulivi, ha avuto come relatore il professor don Marcello Cozzi, che ha offerto una profonda riflessione sul significato evangelico della pace. Una pace che non coincide semplicemente con il dialogo o con l’assenza di conflitti, ma che nasce dalla ricerca della giustizia e della verità, anche quando questo comporta scelte coraggiose e controcorrente. Riprendendo le parole di Gesù, don Cozzi ha ricordato come esista una “divisione” necessaria, quella che deriva dall’assumersi le proprie responsabilità e dal non scendere a compromessi con ciò che è ingiusto.
Il secondo incontro, ospitato dal Ristorante delle Rose, ha lasciato un segno profondo nei partecipanti grazie alla testimonianza di Anna e Pino, genitori del giovane ricercatore Mario Paciolla, ucciso in Colombia mentre operava come costruttore di pace. Attraverso il racconto della loro esperienza è emersa la figura di un giovane che ha speso la propria vita per la giustizia, la libertà e la dignità delle persone più fragili. Una testimonianza intensa che ha mostrato come la pace autentica richieda coraggio, coerenza e disponibilità al dono di sé.
Il terzo appuntamento si è svolto presso l’Hotel Montuori con la presenza di Arturo Mariani, atleta e fondatore della ProAbility Academy. Nato con una sola gamba, Mariani ha raccontato il proprio percorso umano e sportivo, dimostrando come anche la sofferenza possa trasformarsi in occasione di crescita e speranza. Il suo messaggio ha invitato tutti a guardare prima ai talenti ricevuti che ai limiti, ricordando che la vera disabilità spesso nasce nello sguardo di chi giudica con pregiudizio. Solo uno sguardo capace di accogliere l’altro senza barriere permette di costruire una pace autentica, dentro di sé e nelle relazioni.
Il percorso si è concluso con il quarto incontro alla presenza del vescovo don Franco, in una serata che ha unito la riflessione sul tema della pace alla festa della comunità. Durante l’incontro sono stati celebrati il quindicesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di don Nino e il venticinquesimo anniversario di matrimonio di una famiglia della parrocchia: due vocazioni diverse, ma accomunate dalla stessa chiamata a testimoniare il Vangelo nella quotidianità. Attorno all’Eucaristia, la comunità ha riconosciuto nel Signore Gesù la sorgente della pace e della forza necessarie per affrontare il cammino della vita.
Quattro incontri, quattro testimonianze diverse ma unite da un unico filo conduttore: la pace non è un ideale astratto, bensì una scelta concreta che nasce dalla verità, dalla giustizia, dall’accoglienza e dal coraggio di mettersi al servizio degli altri. Un percorso che ha lasciato nei partecipanti il desiderio di continuare a costruire, ogni giorno, quella pace autentica che il Vangelo indica come via per il bene di tutti.
