Un viaggio tra culture, esperienze e storie di vita, per scoprire che le differenze possono diventare una ricchezza e che l’accoglienza è il primo passo per costruire una comunità senza confini.
Gragnano si prepara a ospitare la prima edizione del Festival delle Culture, in programma domenica 18 ottobre 2026, dalle 17 alle 21, nella suggestiva cornice del Chiostro di Sant’Agostino.
L’iniziativa, dal titolo “Storie di migrazione e missione”, si svolgerà in occasione della 100ª Giornata Mondiale Missionaria e rappresenterà un’opportunità di incontro, confronto e condivisione tra persone, associazioni e realtà impegnate quotidianamente nei percorsi di solidarietà e integrazione.
Un pomeriggio tra musica, testimonianze e accoglienza
Il Festival prenderà il via alle 17 con l’apertura degli stand conoscitivi e informativi, accompagnati da musica, buffet e laboratori. Un’occasione per avvicinarsi alle esperienze di chi opera nel mondo dell’accoglienza, della cooperazione e del volontariato.
Alle 18 è previsto l’intervento del professor Renato Briganti, mentre alle 19 si terrà la Santa Messa, momento di raccoglimento e riflessione sul significato della missione e della solidarietà.
Particolarmente significativo sarà l’appuntamento delle 20, dedicato alle testimonianze dirette. A raccontare le proprie esperienze saranno i beneficiari del progetto SAI, i rappresentanti del gruppo Missio Giovani e i giovani della Pastorale Giovanile che hanno vissuto esperienze missionarie in Africa.
Racconti di partenze, incontri, difficoltà e speranze che offriranno uno sguardo concreto sul valore dell’accoglienza e sull’importanza di costruire relazioni capaci di superare le barriere culturali e geografiche.
Il Festival vedrà la partecipazione di numerose realtà associative e del mondo missionario, tra cui Consorzio Matrix, Sistema Accoglienza Integrazione del Comune di Gragnano, Parrocchia San Leone II, Comunità Missionaria di Villaregia, Mani Tese, Community Matching e Missio Giovani.
L’obiettivo è promuovere una cultura dell’incontro, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere storie e percorsi spesso lontani dalla quotidianità, ma capaci di raccontare valori universali.
A racchiudere lo spirito della manifestazione è il messaggio scelto dagli organizzatori: «Tutti siamo uno». Un invito a riconoscersi parte di un’unica comunità umana, al di là delle provenienze, delle lingue e delle tradizioni.
