29 Aprile 2026

Il gruppo “Mamme come Maria” incontra Papa Leone XIV

Da Gragnano al Vaticano portando nel cuore dolori, speranze e conforto nella fede

Quaranta genitori, mamme e papà segnati dalla perdita di un figlio, ma capaci di ritrovare speranza attraverso la fede, hanno partecipato all’udienza generale del Papa portando al collo la foto del loro tesori.

Il gruppo “Mamme come Maria”, attivo dal 2011 nella diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, ha rivolto a Papa Leone XIV la richiesta di istituire una giornata mondiale dedicata ai genitori che hanno vissuto questa dolorosa esperienza.

L’incontro con il Santo Padre è stato un dono straordinario che ha rinnovato la mia fede. In quel momento ho percepito un senso di unità profonda, un legame che mi ha ricordato un senso di pace spirituale condivisa. La sua presenza, carica di umiltà, è stata un invito a seguire l’esempio di Maria nell’accogliere la volontà di Dio. Torno a casa con la gioia di aver ricevuto una benedizione speciale e con la certezza che l’amore del Signore sa sempre come raggiungerci. Unite nel mistero con fede e amore, condivido questo momento di grazia ricevuta, con tutte le mamme come Maria e papà come Giuseppe, dicendo loro “siete la mia forza

Annangela Liguori, mamma di Vincenzo Pio

Ci sono giorni in cui il cielo sembra abbassarsi fino a toccare la terra, rendendo possibile l’impossibile. Per il gruppo delle “Mamme come Maria”, guidate dal cuore e dalla sapienza spirituale di Don Paolo, quella che doveva essere una semplice udienza si è trasformata in un appuntamento con la storia, la fede e, soprattutto, con i propri figli.

​IL MURO CHE DIVENTA PONTE
​Il viaggio era iniziato sotto il segno dell’incertezza. Nonostante i preparativi, la targa, la dedica e le lettere scritte con il cuore, un ostacolo burocratico sembrava voler spegnere l’entusiasmo: solo dieci posti disponibili sul Sagrato. Concordi alla proposta di Don Paolo — “o tutte o nessuna” — le mamme dispiaciute accettano di restare fuori, lasciando entrare solo i sacerdoti. Ma la fede, si sa, segue percorsi che la logica umana non comprende. Quella porta che sembrava chiusa si è trasformata, nel giro di una telefonata, in un portone spalancato. Richiamate sul Sagrato da Don Paolo, le mamme sono state scortate dalla sicurezza vaticana in un’area riservata, proprio lì, a un passo dal Santo Padre.

​UN’AUREOLA D’AMORE SOTTO IL SOLE DI ROMA
​L’attesa è stata un crescendo di emozioni vibranti. In piedi, l’una accanto all’altra, le mamme formavano un’unica catena umana. Il sole di Roma accarezzava i loro volti, mentre gli sguardi dei presenti incrociavano i loro, quasi a voler accarezzare quel dolore composto e profondo.
​”Avevamo le mani tremanti e i cuori che battevano all’impazzata”, raccontano. “Ma in quel momento non eravamo sole: i nostri figli erano lì, più presenti che mai, avvolti in un’aureola d’amore che circondava noi tutte.” Al collo di ogni mamma, come collane preziose e inestimabili, brillavano le foto dei loro “Angeli di LUCE“.

​L’INCONTRO: “I VOSTRI FIGLI SONO GIÀ IN PARADISO”
Quando Papa Leone XIV si è avvicinato, il tempo è parso fermarsi. Con le mani umide per l’emozione, le mamme hanno visto il Pontefice commuoversi davanti a quei volti di bambini e ragazzi portati sul petto e su un cartellone. Non è stato un incontro formale, ma un contatto d’anima: il Papa si è avvicinato a ognuna di loro, stringendo le loro mani e posando lo sguardo, lucido di commozione, sulle foto degli angeli. ​Poi, con una voce soave che ha squarciato ogni dubbio, ha sussurrato parole che rimarranno scolpite nella roccia: “I vostri angeli sono già tutti in Paradiso”.

​IL SILENZIOSO CORAGGIO DEI PAPÀ
​In questo scenario di grazia, un posto speciale è stato occupato dai papà. Presenti e profondamente commossi, hanno vissuto quel momento a un passo dalle loro metà, custodi di un’emozione indescrivibile. Uomini come Giuseppe, che operano dietro le quinte ma restano in prima linea per reggere e confortare le proprie spose. Con la loro forza intrisa di delicatezza, hanno incoronato questa giornata, dimostrando che il loro dolore, pur se vissuto con riservatezza, è il pilastro silenzioso che sostiene il cammino di fede di tutta la famiglia.

UNA MISSIONE PER IL FUTURO
​Quella certezza ha portato una serenità nuova, una pace che va oltre la mancanza terrena. Ma la missione delle “Mamme come Maria” non si ferma qui. Con la forza di chi ha trasformato il deserto in giardino, hanno consegnato al Santo Padre una richiesta speciale: l’istituzione di una Giornata Mondiale per tutti i figli volati in cielo. ​Si sono lasciate alle spalle Piazza San Pietro con il cuore leggero. La porta si era chiusa, è vero, ma il portone che si è aperto le ha portate direttamente tra le braccia del Padre, con la consapevolezza che i loro angeli non sono solo un ricordo, ma una presenza viva che sorride dal cielo.

Marianna Petillo, mamma di Genny

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