20 Marzo 2026

La bellezza del sacerdozio nella Chiesa che cammina

In cammino verso la Messa Crismale

In prossimità della Messa Crismale, cuore pulsante della vita della Chiesa diocesana, il nostro sguardo si apre alla gratitudine. È il momento in cui il Vescovo, insieme al suo presbiterio, rinnova le promesse sacerdotali e benedice gli oli santi, segni della grazia che accompagna il popolo di Dio lungo il cammino della storia.

In questo contesto così denso di significato, la nostra diocesi rende grazie al Signore per alcuni confratelli che celebrano anniversari significativi di ordinazione sacerdotale:
don Gennaro Starita, che ricorda il 60° anniversario;
don Carmine De Angelis, il 50°, ordinato per le mani di Mons. Raffaele Pellecchia nella Chiesa di Santa Sofia in Anacapri, alle ore 10;
padre Paolo De Giacomo, il 25°, ordinato il 18 aprile 2001 nel monastero di Santa Chiara in Napoli dal Cardinale Mario Francesco Pompedda, Prefetto della Segnatura Apostolica;
don Alfonso De Gregorio e don Nello d’Alessio, il 10° anniversario di ministero.

Le loro vite raccontano la fedeltà di Dio, che chiama e sostiene, che accompagna nel tempo e rende fecondo ogni “sì” pronunciato nel giorno dell’ordinazione. In ciascuno di loro si riflette la bellezza del sacerdozio: una vita donata, spezzata come il pane eucaristico, versata come l’olio che consola e consacra.

La liturgia della Messa Crismale ci consegna ancora una volta il cuore dell’identità sacerdotale: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione» (cf. Lc 4,18). Il presbitero è uomo consacrato per il popolo, inviato a portare il Vangelo ai poveri, a curare le ferite, a rendere presente la misericordia di Dio nel tempo.

E nel rito dell’ordinazione risuona un invito sempre attuale: «Renditi conto di ciò che farai, imita ciò che celebrerai e conforma la tua vita al mistero della croce di Cristo». È questa conformazione a Cristo che rende il ministero autentico e fecondo, dentro le pieghe concrete della vita quotidiana.

La Messa Crismale è anche la festa del presbiterio, segno visibile della comunione che unisce i sacerdoti tra loro e con il Vescovo. In una Chiesa chiamata a vivere la sinodalità, il ministero sacerdotale si comprende sempre più come servizio dentro un popolo in cammino: non protagonismo individuale, ma corresponsabilità, ascolto reciproco, discernimento comunitario.

La nostra Chiesa diocesana, inserita nella storia e nelle sfide del nostro tempo, è davvero una Chiesa che cammina: cammina con le famiglie, con i giovani, con i poveri; cammina nelle gioie e nelle fatiche del territorio di Sorrento e Castellammare; cammina lasciandosi guidare dallo Spirito, che continuamente rinnova e apre strade nuove.

Accanto alla gratitudine, la nostra preghiera si fa anche memoria e affidamento. Con affetto e riconoscenza, affidiamo alla misericordia del Padre i confratelli che quest’anno sono tornati alla casa del Padre: don Giovanni Rapacciuolo e don Vincenzo Rosanova. La loro vita e il loro ministero restano come seme buono nella nostra Chiesa, memoria viva di una fedeltà silenziosa e generativa.

In questa celebrazione, la diocesi si raccoglie attorno al suo Pastore e riscopre la grazia di essere un unico popolo, radunato nell’unità. E nella rinnovazione delle promesse sacerdotali e nella benedizione degli oli, si manifesta ancora la bellezza del sacerdozio: dono di Cristo alla sua Chiesa, segno della sua presenza viva, compagno di strada nel tempo degli uomini.

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